Le abitudini di Gesù | Lettura della Bibbia

Data: 21 giug­no 2026 | Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Filip­pe­si 4,8
Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Leg­ge­re la Bibbia spes­so sus­ci­ta sen­ti­men­ti con­trastan­ti: tra il sen­so di col­pa e un vero desi­de­rio di qual­co­sa di più. Gesù stes­so era pro­fon­da­men­te radi­ca­to nella Paro­la di Dio e ci invi­ta a incon­tra­re Dio in essa e a lasciar­ci plas­ma­re da Lui. Non si trat­ta di una ques­tio­ne di pres­ta­zio­ni, ma di tro­va­re pia­ce­re nell’immergersi in essa, medit­ar­ci sopra e dare spa­zio alla voce di Dio nella vita di tut­ti i gior­ni. Allo stes­so tem­po, il mess­ag­gio del­la Bibbia ci sfi­da a guar­da­re in fac­cia la real­tà con ones­tà – affin­ché non ven­ga solo let­ta, ma anche vissuta.


Duran­te una chi­ac­c­hie­ra­ta in uffi­cio, sia­mo arri­va­ti alla con­clu­sio­ne che la let­tu­ra del­la Bibbia non dov­reb­be man­ca­re tra le abi­tu­di­ni di Gesù. Mi sono subi­to entus­i­as­ma­to. A ques­to pro­po­si­to, ho rac­con­ta­to dei miei ragaz­zi, a cui pia­ce leg­ge­re la Bibbia. Per non dir­vi nien­te di sba­gli­a­to, né a voi né in uffi­cio, ho subi­to veri­fi­ca­to la cosa a pran­zo, dopo la dis­cus­sio­ne. Ho chies­to: «Ragaz­zi, vi pia­ce leg­ge­re la Bibbia?», e ent­ram­bi han­no ris­pos­to a raf­fi­ca: «No.»

Il tema del­la let­tu­ra del­la Bibbia vie­ne spes­so asso­cia­to a un sen­so di col­pa. Non voglio far­ti sen­ti­re in col­pa. Il mio obi­et­tivo è quello di far­ti veni­re voglia di saper­ne di più con la pre­di­ca di oggi – pro­prio come for­se il mie­le sul dito ti ha fat­to veni­re voglia di aver­ne ancora.

Perché leggere la Bibbia?

Ecco quat­tro moti­vi per cui, come segu­aci di Gesù, vale la pena leg­ge­re la Bibbia:

Per­ché l’ha fat­to Gesù!
In ques­ta serie di pre­di­che ci chie­dia­mo qua­li fos­se­ro le abi­tu­di­ni di Gesù – ed è pro­prio ques­to il motivo prin­ci­pa­le: Gesù, in quan­to Figlio di Dio, ne è pro­fon­da­men­te radi­ca­to. La Bibbia, la Torah, all’epoca si tro­va­va solo nella sin­ago­ga. «Quan­do arri­vò a Naza­ret, dove ave­va tras­cor­so la sua inf­an­zia, il gior­no di saba­to andò come al soli­to alla sin­ago­ga e si alzò per leg­ge­re le Scrit­tu­re» (Luca 4,16 NLB). Ai tem­pi di Gesù, mol­te cose non veni­va­no tra­man­da­te per iscritto, ma oral­men­te. La gen­te cono­sce­va a memo­ria gran par­te del­le Sacre Scrit­tu­re. Quan­do Gesù par­la­va del­la Paro­la di Dio, lascia­va il seg­no: «Si dis­se­ro l’un l’altro: “Non ci si è for­se ris­cal­d­a­to il cuo­re quan­do, lungo la stra­da, ci par­la­va e ci spie­ga­va le Scrit­tu­re?”» (Luca 24,32 NLB).

Per poter fare quello che vedia­mo fare al Padre!
L’o­bi­et­tivo del segui­re Gesù è agi­re pro­prio come face­va lui. Ma Gesù stes­so dice: «All­o­ra Gesù ris­po­se: “Vi assi­cu­ro: il Figlio non può fare nulla da sé. Fa solo ciò che vede fare dal Pad­re. Qualun­que cosa fac­cia il Pad­re, anche il Figlio la fa”» (Gio­van­ni 5,19 NLB). Ecco per­ché vale la pena leg­ger­lo: «Quan­do leg­go la Bibbia, bec­co Dio in fla­gran­te» (sco­no­sci­uto).

Per­ché abbia­mo fidu­cia in Gesù!
Non cre­dia­mo in Gesù per­ché ci fidia­mo del­la Bibbia, ma ci fidia­mo del­la Bibbia per­ché ci fidia­mo di Gesù. Ecco per­ché sia­mo con­vin­ti che la Bibbia sia vera. A quel pun­to non è dif­fi­ci­le, anzi: «[…] Le leg­gi del Signo­re sono veri­tà, ognuna di esse è gius­ta. Sono più pre­zio­se dell’oro più puro e più dol­ci del mie­le più pre­gi­a­to. Sono un moni­to per chi­unque le ascol­ti, e chi le osser­va rice­verà una ric­ca ricom­pen­sa» (Sal­mo 19,10–12 NLB).

Per­ché la Paro­la di Dio è potente!
Ci sono paro­le che han­no un effet­to. Si par­la in ques­to caso di lin­guag­gio per­for­ma­tivo, ad esem­pio le paro­le di bene­di­zio­ne o quel­le pro­nun­cia­te al momen­to del­la sti­pu­la di un cont­rat­to. Anche la Paro­la di Dio, la Bibbia, è una di ques­te paro­le poten­ti: «Così è per la mia paro­la che esce dal­la mia boc­ca. Essa non tor­nerà sen­za frut­to, ma farà ciò che voglio e com­pirà ciò per cui l’ho man­da­ta». (Isa­ia 55,11 NLB). La sto­ria del­la Chie­sa è pie­na di esem­pi in cui le per­so­ne, leg­gen­do la Bibbia, han­no avu­to del­le buo­ne idee e han­no aiuta­to chi li circondava.

In fin dei con­ti, leg­gi­a­mo la Bibbia per­ché voglia­mo nut­rir­ci di con­te­nuti posi­ti­vi: «E ora, cari amici, lascia­te­mi dire anco­ra una cosa per con­clude­re: con­cen­tra­te­vi su ciò che è vero, ones­to e gius­to. Pen­sa­te a ciò che è puro, ama­bi­le e ammi­re­vo­le, alle cose che meri­ta­no rico­no­sci­men­to e lode»(Filip­pe­si 4,8 NLB).

Come si legge la Bibbia?

Ecco quat­tro pun­ti su come pos­sia­mo leg­ge­re la Bibbia.

Bas­ta leggerlo!
La tra­du­zi­o­ne miglio­re è quella che leg­gi! Duran­te gli stu­di mi è sta­to chies­to di cor­reg­ge­re le boz­ze dell’edizione rivis­ta di “Hoff­nung für Alle”. Ci veni­va­no asseg­na­ti dei libri. A me sono capi­ta­ti Matteo, Mar­co e Luca. Così li ho let­ti tut­ti in due gior­ni. Ques­to mi ha aper­to una pro­s­pet­ti­va com­ple­ta­men­te nuo­va e mi ha per­mes­so di coglie­re il filo con­dut­to­re che attra­ver­sa ques­ti libri. Inve­ce di leg­ge­re, puoi anche ascol­ta­re la Bibbia, ad esem­pio con l’app You­Ver­si­on. Ini­zia la let­tu­ra rivol­gen­do un invi­to a Dio. La tua preg­hie­ra potreb­be esse­re: «Signo­re, mos­tra al mio cuo­re ciò che sta a cuo­re a te!». Se duran­te la let­tu­ra ti imbat­ti in qual­co­sa che ti infas­ti­dis­ce, ti tur­ba o tro­vi offen­si­vo, vor­rei incorag­gi­ar­ti a veder­lo come un invi­to del­lo Spi­ri­to San­to e ad approfondirlo.

Tuf­fati!
Vale la pena appro­fond­ire cer­ti tes­ti. Per­ché la Bibbia, pur essen­do per noi, non è sta­ta scrit­ta pro­prio per noi. È sta­ta scrit­ta in un’altra epo­ca e in un’altra cul­tu­ra. È quin­di uti­le appro­fond­ire un deter­mi­na­to argo­men­to o anche il peri­odo di Gesù in gene­ra­le. Ulti­ma­men­te mi sono inter­es­sa­to un po’ alla cul­tu­ra ebraica ai tem­pi di Gesù e sono rimasto scon­vol­to dal­la mia erra­ta comprensione.

Medi­ta!
A secon­da di come la vivi, la paro­la «medi­ta­zio­ne» può ave­re un’accezione nega­ti­va, ma in real­tà signi­fi­ca sem­pli­ce­men­te rif­let­te­re o con­tem­pla­re. Si rife­ris­ce alla pra­ti­ca di assi­mi­la­re un tes­to bibli­co come se fos­se mie­le. Immer­ger­si, inte­rio­riz­zar­lo, leg­ger­lo più vol­te, reci­tar­lo a memo­ria, rimu­gi­n­ar­ci sopra. Quan­do man­gi bene, vale la pena masti­ca­re più vol­te. Ques­to favo­ris­ce un miglio­re assorb­i­men­to dei nut­ri­en­ti, per­ché gli enzi­mi pre­sen­ti nella sali­va ini­zia­no a scom­por­re i car­bo­id­ra­ti. Aiu­ta anche a tene­re sot­to con­trol­lo il peso, vis­to che ci vogli­o­no 20 minu­ti pri­ma che il cer­vel­lo regis­tri la sen­sa­zio­ne di sazie­tà. Gli aro­mi si spri­gio­n­ano al meglio e esal­ta­no l’esperienza gusta­ti­va. Se fac­cia­mo lo stes­so con una paro­la del­la Bibbia, suc­ce­de ques­to: «Ass­ag­gia­te e vede­te quan­to è buo­no il Signo­re. Bea­to chi con­fi­da in lui!» (Sal­mo 34,9 LUT).

Mett­i­lo bene in testa!
Un alt­ro modo per affronta­re la cosa potreb­be esse­re impara­re i ver­set­ti a memo­ria. Ma per­ché qual­cu­no dov­reb­be far­lo? Così nes­su­no potrà più port­ar­te­li via! È pro­prio quello che mi è suc­ces­so con il Sal­mo 23 in una situa­zio­ne dif­fi­ci­le. «Il Signo­re è il mio pas­to­re: non mi man­cherà nulla! […] Tu pre­pa­ri davan­ti a me una tavo­la sot­to gli occhi dei miei nemici. […] Il bene e la miser­i­cor­dia mi segui­ran­no per tut­ta la vita, e abiterò per semp­re nella casa del Signo­re» (Sal­mo 23 LUT).

I pericoli della lettura della Bibbia?

Ci sono due rischi lega­ti alla let­tu­ra del­la Bibbia di cui vor­rei parl­a­re brevemente.

Un frain­ten­di­men­to!
In Luca 4, Gesù vie­ne mes­so alla pro­va dal dia­vo­lo con ver­set­ti del­la Bibbia. Le paro­le sono cor­ret­te, ma sono pre­se fuo­ri con­tes­to. Ques­to suc­ce­de con­ti­nu­a­men­te quan­do si ha a che fare con la Bibbia! Non semp­re di pro­po­si­to, ma tut­ti abbia­mo un pun­to cie­co. Nella sto­ria lo vedia­mo più chia­ra­men­te: cer­te azio­ni sono sta­te giu­sti­fi­ca­te con il mess­ag­gio del­la Bibbia: le cro­cia­te, la colo­niz­za­zio­ne, la schia­vi­tù negli Sta­ti Uniti, l’oppressione del­le don­ne. Ma nem­meno noi ne sia­mo immu­ni. Dov’è oggi il tuo pun­to cie­co? Nella nos­t­ra teo­lo­gia, influ­enza­ta dal­la cul­tu­ra occi­den­ta­le, vedo i seguen­ti pun­ti cie­chi: l’etica ses­sua­le – Gesù è mol­to più con­ser­va­to­re di quan­to cre­dia­mo – e il nos­tro rap­por­to con i beni mate­ria­li – Gesù è mol­to più radi­cale di quan­to pensiamo.

Nien­te frutta!
Un alt­ro gran­de per­i­co­lo è che, pur occu­p­an­do­ci del­la Bibbia, non ne trag­ga alcun frut­to. «Voi scru­ta­te le Scrit­tu­re per­ché cre­de­te che poss­a­no dar­vi la vita eter­na. Eppu­re sono pro­prio loro a indi­ca­re me! Eppu­re vi rifi­uta­te di veni­re da me, affin­ché io pos­sa donar­vi la vita eter­na» (Gio­van­ni 5,39–40 NLB). Ma il solo fat­to di leg­ge­re la Bibbia non signi­fi­ca che vivia­mo in quel modo! In tut­te le abi­tu­di­ni che esami­nia­mo, l’obiettivo è Gesù stes­so. E lo stes­so vale anche qui!

Qual è lo scopo della lettura della Bibbia?

L’o­bi­et­tivo è aumen­ta­re la mia capa­ci­tà di ama­re, inte­rio­riz­zan­do le paro­le di Dio e metten­do­le in pra­ti­ca. «Dove­te ama­re il Signo­re, il vos­tro Dio, con tut­to il cuo­re, con tut­ta l’anima e con tut­te le vost­re for­ze. Con­ser­va­te nel vos­tro cuo­re i coman­da­men­ti che vi do oggi» (Deu­te­ro­no­mio 6,5–6 NLB). Si trat­ta di allena­re la nos­t­ra men­te in modo che reagis­ca in modo diver­so di fron­te al per­i­co­lo, allo stress e alle sfi­de, e che riuscia­mo a resis­te­re alle ten­ta­zio­ni! Ques­ta set­ti­ma­na mi sono imbat­tu­to in un video sui social media. Nel video, dei sol­da­ti sta­tuni­ten­si addor­men­ta­ti veni­va­no pre­si in giro. Ment­re dor­mo­no, qual­cu­no gri­da «Atten­ti!» – sape­te cosa suc­ce­de? Si sve­glia­no di sopras­sal­to e si met­to­no sull’attenti. L’hanno inte­rio­riz­za­to a tal punto.

Con­frontar­si con la Bibbia è un invi­to a pen­sare, sen­ti­re, vede­re, parl­a­re e agi­re semp­re di più come Gesù. Ecco alcu­ne cose che potreb­be­ro fare al caso tuo: pia­ni­fi­ca­re o pren­de­re l’abitudine di leg­ge­re la Bibbia. Leg­gi sem­pli­ce­men­te la Bibbia e chie­di a Dio di parl­ar­ti. Oppu­re pro­va a varia­re ogni tan­to il meto­do. Tut­to con l’obiettivo di diven­ta­re più simi­le a Gesù.

Possibili domande per il piccolo gruppo

Leg­gi il bra­no del­la Bibbia: Luca 4,1–21

  1. Come descri­ve­res­ti la tua attua­le abi­tu­di­ne di leg­ge­re la Bibbia (ad esem­pio: rego­lar­men­te, spo­ra­di­ca­men­te, qua­si mai)? Cosa carat­te­riz­za il tuo modo di far­lo adesso: più la gioia, il sen­so del dove­re, l’insicurezza o qualcos’altro?
  2. Qua­le dei quat­tro moti­vi per leg­ge­re la Bibbia (Gesù lo face­va, cono­sce­re il Pad­re, fidu­cia, effi­ca­cia) ti col­pis­ce di più in ques­to momen­to – e per­ché pro­prio ques­to? C’è qual­che pun­to che ti met­te alla pro­va o che maga­ri ti crea qual­che difficoltà?
  3. Se pen­si ai quat­tro modi di leg­ge­re la Bibbia (leg­ge­re, immer­ger­si, medi­t­are, inte­rio­riz­za­re): qua­le ti è più con­ge­nia­le – e qua­le ti risul­ta più dif­fi­ci­le? A cosa è dovu­to, con­cre­ta­men­te, nella tua vita di tut­ti i giorni?
  4. Ti è mai capi­ta­to che un ver­set­to del­la Bibbia ti abbia sos­ten­uto, cam­bia­to o mes­so alla pro­va nella vita di tut­ti i gior­ni? Cosa è suc­ces­so in quel momen­to – e cosa ha sus­ci­ta­to in te?
  5. L’o­me­lia par­la di «pun­ti cie­chi» e del rischio di frain­ten­di­men­ti: in qua­li ambi­ti la tua visio­ne del­la Bibbia potreb­be esse­re for­te­men­te influ­enza­ta dal tuo back­ground? Come reagi­sci quan­do un tes­to bibli­co ti lascia per­ples­so o ti met­te alla prova?
  6. «Nes­sun frut­to» – dove vivi il con­flit­to tra cono­scen­za e vita? Cosa signi­fi­cher­eb­be, in con­cre­to, met­te­re dav­vero in pra­ti­ca ques­ta set­ti­ma­na un pen­sie­ro che hai letto?
  7. Qua­le potreb­be esse­re per te un pas­so con­cre­to da com­pie­re ques­ta set­ti­ma­na? (ad es. riserv­ar­ti un po’ di tem­po, pro­va­re un alt­ro meto­do, impara­re a memo­ria un ver­set­to, invi­t­are con­s­ape­vol­men­te Dio ment­re leggi).