Attualmente | Oggi ci sono
Serie: Semplice. Tranquillo. Presente. | Testo biblico: Efesini 5,15–16; Matteo 6,25–34
Spesso viviamo con la mente rivolta al passato o al futuro, perdendoci così il presente. Gesù ci invita a lasciarci alle spalle il passato, a ricevere il perdono e ad affidare il domani con fiducia nelle mani di Dio. Oggi è il giorno che Dio ci dona. Come cristiani, non si tratta solo di vivere il momento, ma di vivere nella presenza di Gesù e nella sua grazia. Il passato può restare alle mie spalle. Il domani può essere nelle mani di Dio. Oggi Gesù è qui.
Qualche mese fa ho compiuto 60 anni. E quando ne compi 60, ti rendi conto che le persone reagiscono in modi molto diversi. Quasi tutti dicono: «Non mi sento affatto come se avessi 60 anni!» Altri invece iniziano subito a parlare di tutto quello che faranno una volta in pensione. Entrambe le cose sono interessanti. L’una guarda al passato: com’ero prima? L’altra guarda al futuro: quanto tempo mi resta ancora? Cosa succederà dopo? E in mezzo c’è proprio quello che tendiamo a trascurare: l’oggi.
In realtà, è una cosa tipica di noi esseri umani. Spesso con i nostri pensieri viviamo o nel passato o nel futuro. Ci chiediamo cosa sarebbe successo. Oppure ci domandiamo cosa ci riserverà il futuro.
Per questo oggi si parla tanto di consapevolezza. Ci sono esercizi, corsi e seminari che dovrebbero aiutarci a percepire di nuovo in modo più consapevole ciò che sta accadendo in questo momento. E credo che ci sia qualcosa di prezioso in tutto questo. Perché la domanda è: sono davvero lì dove mi trovo in questo momento? Non solo fisicamente. Anche con i miei pensieri. Con il mio cuore. Con la mia vita. E per noi cristiani c’è anche un altro aspetto fondamentale: non si tratta solo di vivere il presente. Si tratta di incontrare Gesù nel presente. Ed è proprio in questo che ci aiuta lo Spirito Santo. Ci conduce alla presenza di Dio. Distoglie il nostro sguardo da ciò che è stato e da ciò che deve ancora venire, e ci rende attenti a Gesù, che è qui oggi.
Gesù non è solo il Signore del nostro passato. E non è nemmeno solo il Signore del nostro futuro. LUI è qui oggi.
Il passato può restare alle mie spalle
Non possiamo vivere nel presente se restiamo sempre ancorati al passato. Certo, il passato fa parte di noi. La nostra storia ci ha plasmati. Ci sono esperienze di cui siamo grati. Decisioni di cui ci pentiamo. Ferite che fanno ancora male. Cose che vorremmo poter cancellare. Ma una cosa non possiamo fare: rivivere il passato.
Se non vogliamo che il nostro passato determini il nostro futuro, dobbiamo affidare il passato a Gesù. Possiamo confessare le nostre colpe e ricevere il perdono. Quando gli altri ci hanno fatto del male, possiamo imparare a perdonare. Possiamo lasciare che sia Gesù a guarire le nostre ferite. Soprattutto quando si tratta di esperienze dolorose, può essere utile percorrere questo cammino con l’aiuto di un accompagnatore spirituale. Non per cancellare il passato, ma affinché non continui a determinare il nostro presente e il nostro futuro.
Paolo scrive: «Una cosa però te la dico: mi lascio alle spalle ciò che è alle mie spalle e mi protendo verso ciò che mi sta davanti» (Filippesi 3,13 LUT).
Paolo non intende dire: dimentica il tuo passato. Metti da parte il tuo senso di colpa. Fai finta che non sia successo nulla. Dice: lascia che il passato abbia il suo posto – ma non lasciare che sia lui a determinare il tuo. Il passato può rimanere solo storia.
Ed è proprio qui che sta la forza del Vangelo: il mio passato non è l’ultima parola sulla mia vita. È Gesù. Non devo espiare da solo le mie colpe, né medicare da solo le mie ferite, né cancellare da solo i miei errori. Posso portarli a Gesù e vivere del suo perdono e della sua guarigione. La sua grazia significa: sono più di quello che sono stato. E poiché Gesù oggi mi dona la sua grazia, non devo più vivere nel passato.
Forse proprio questo è oggi un passo importante per qualcuno: smettere di chiedersi continuamente cosa sia successo, e chiedere invece a Dio: «Signore, cosa vuoi fare oggi con la mia vita?»
Lasciamo che il domani sia nelle mani di Dio
L’altra direzione è il futuro. Molte persone si comportano come se la loro vita fosse solo una prova e, una volta finita, iniziasse quella vera. Qualcuno ha detto: «La vita è quello che ci succede mentre aspettiamo che arrivi la vita.»
Non sappiamo cosa ci riserva il futuro. Ed è proprio per questo che a volte ci fa paura. Che ne sarà della mia famiglia? E dal punto di vista lavorativo? Come starò di salute? Cosa succederà alla nostra Chiesa? Cosa succederà nel nostro Paese? Come riuscirò ad affrontare quello che prima o poi mi capiterà?
Gesù dice: «Non preoccupatevi quindi del domani, perché ogni giorno porta con sé i propri fardelli. Le preoccupazioni di oggi sono sufficienti per oggi» (Matteo 6,34 NLB). Questo non è un invito all’irresponsabilità. Gesù non dice: «Non fare progetti. Non pensare al futuro. Non assumerti alcuna responsabilità». Lui dice un’altra cosa: non devi preoccuparti oggi di ciò che ti aspetta domani. Domani arriverà. E quando arriverà domani, Dio sarà lì con noi. È questa la differenza tra fiducia e controllo. Il controllo dice: «Devo sapere già oggi come andrà domani». La fiducia dice: «Non so come andrà domani. Ma so chi ci sarà domani». Questo cambia il modo in cui vedo la giornata di oggi. Non devo avere tutte le risposte proprio oggi. Non devo sapere già oggi come andranno le cose. Oggi posso vivere.
Ed è per questo che nel Padre Nostro preghiamo: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano» (Matteo 6,11 LUT). Non: Dacci il pane per i prossimi dieci anni. Oggi. La preghiera di Gesù ci riporta sempre di nuovo alla presenza di Dio.
Oggi è il giorno che Dio mi regala
Il passato può restare alle mie spalle. Il futuro può essere nelle mani di Dio. Ed è per questo che posso vivere oggi. Oggi è il giorno che Dio mi regala.
Non si tratta semplicemente di diventare più consapevoli o di vivere meglio il momento presente. Come cristiani, non viviamo semplicemente nel momento presente: viviamo grazie alla presenza di Gesù. Gesù è qui oggi. Oggi posso vivere grazie alla grazia di Gesù. La sua grazia basta per oggi.
Ed è proprio qui che ci viene in aiuto un concetto tratto dal Nuovo Testamento: Kairos. La nostra vita scorre nel tempo. I Greci avevano una parola per descriverlo Chronos: il tempo che passa, quello che misuriamo e contiamo – ore, giorni, anni. Ma il Nuovo Testamento conosce anche un’altra parola: Kairos. Con questo si intende quel momento speciale, donato da Dio. Il momento in cui c’è qualcosa di vero. Un’occasione che si presenta.
Paolo scrive: «Fate attenzione, quindi, a come vi comportate: non come stolti, ma come saggi; e sfruttate al meglio il tempo, perché questi sono giorni malvagi.» (Efesini 5,15 e segg. SLT).
La parola greca per «tempo» è questa Kairos. Paolo quindi non dice semplicemente: «Sfruttate il vostro tempo nel modo più efficiente possibile». Dice: Cogliete ciò che Dio vi mette oggi davanti ai piedi.
Chronos chiede: Quanto tempo è passato? Kairos chiede: Cosa c’è da fare adesso?
Kairos non significa solo riconoscere il momento giusto. Kairos significa essere aperto a ciò che lo Spirito di Dio mi sta mostrando proprio ora. Magari oggi c’è una persona a cui dovrei prestare ascolto. Una conversazione che non dovrei rimandare oltre. Una parola di incoraggiamento di cui qualcuno ha bisogno. Un passo di obbedienza. Un ringraziamento che potrei esprimere. O semplicemente un momento in cui mi fermo e mi rendo conto che: Gesù è qui.
Questo è il Kairos: mi rendo conto che questo istante può essere qualcosa di più di un semplice momento che passa. Dio mi regala questa giornata. E forse proprio oggi mi mette davanti agli occhi qualcosa che non dovrei lasciarmi sfuggire.
Lo vediamo anche nella storia della manna in Esodo 16. Dio provvede al suo popolo nel deserto, ma non con una grande scorta per i prossimi quarant’anni. Ricevono il loro pane giorno per giorno. La manna è una lezione di fiducia. Dio non dà tutta la scorta per domani. Invita il suo popolo a fidarsi di lui oggi. Ed è proprio questo il senso della preghiera di Gesù: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano» (Matteo 6,11 LUT). Non: «Dammi già oggi tutto ciò di cui avrò bisogno domani». Ma: Dammi oggi ciò di cui ho bisogno oggi.
Questo non vuol dire che non possiamo fare progetti. Certo, possiamo prendere precauzioni, pianificare e assumerci le nostre responsabilità. Ma non dobbiamo vivere già oggi il domani. Oggi è oggi. E proprio oggi Gesù è qui.
Per me questa è la differenza fondamentale rispetto a una consapevolezza puramente laica. Non si tratta solo di percepire in modo più consapevole ciò che sta accadendo in quel momento. Si tratta di rendersi conto che Gesù è proprio lì. Oggi posso vivere grazie alla sua grazia. Posso affidargli il mio passato. Posso lasciare a lui il mio futuro. E posso chiedergli: Gesù, cosa mi riserva oggi?
Perché l’oggi è l’unico giorno che posso davvero vivere. Non posso più cambiare il passato. E non posso ancora vivere il futuro. Ma oggi Gesù è qui. Oggi non devo avere tutto sotto controllo. Non devo sapere come andrà domani. Posso fare il prossimo passo – grazie alla sua grazia, alla sua presenza. Ecco perché non prego dicendo: «Gesù, mostrami già oggi cosa mi aspetta domani.» Ma: «Gesù, cosa vuoi fare oggi con la mia vita?» Perché la sua grazia basta per oggi. Io ci sono oggi. Gesù c’è oggi. E questo basta.
Possibili domande per il piccolo gruppo
Leggi il brano biblico: Efesini 5,15 ss.; Matteo 6,25–34
- Dove ti ritrovi più spesso: nel passato o nel futuro? Cosa ti trattiene lì con la mente?
- C’è qualcosa del tuo passato che vorresti affidare a Gesù? In quali situazioni ricevere o concedere il perdono potrebbe essere il prossimo passo?
- Quale preoccupazione per il futuro ti sta particolarmente a cuore in questo momento? Cosa significherebbe affidare consapevolmente questa preoccupazione nelle mani di Dio?
- Se «Kairos» significa: «Cosa c’è in programma adesso?» – cosa potrebbe mettere Dio proprio oggi ai tuoi piedi? C’è una persona, una conversazione, una decisione o un passo di fede?
- Cosa potrebbe significare concretamente per te vivere questa settimana «per grazia di Gesù»? Cosa vorresti fare di diverso o mettere in pratica consapevolmente?


