Sentire la voce di Dio | Orientarsi nella confusione delle voci

Data: 15 mar­zo 2026 Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Ebrei 5:12–14; Roma­ni 12:2
Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Rico­no­sce­re la voce di Dio è simi­le a rico­no­sce­re le voci fami­lia­ri: Ci vogli­o­no rela­zio­ni, espe­ri­en­za e pra­ti­ca. Lo Spi­ri­to di Dio par­la allo spi­ri­to del­l’uo­mo, ma ques­to mess­ag­gio è fil­tra­to dal­la per­so­na­li­tà, dal­le pau­re e dai desi­de­ri. Ecco per­ché le impres­sio­ni devo­no esse­re mes­se alla pro­va, con­front­an­do­le con la Bibbia, con la natu­ra di Gesù e con il dia­lo­go con gli altri. Gli erro­ri fan­no par­te di ques­to pro­ces­so. È fon­da­men­ta­le tras­cor­re­re del tem­po con Dio e cono­sce­re semp­re meglio la sua voce.


Alla fes­ta di ringra­zia­men­to, noi pas­to­ri sia­mo sta­ti invi­ta­ti a gio­ca­re a «Vuoi scom­met­te­re che…?» ci ha sfi­da­to a rico­no­sce­re le per­so­ne solo in base alla loro voce. Abbia­mo avu­to cin­que ten­ta­ti­vi. Alla fine, abbia­mo fati­ca­to a rico­no­sce­re cor­rett­amen­te quat­tro voci. Non per­fet­to, ma comun­que rius­ci­to. Anche se abbia­mo sba­gli­a­to una vol­ta, abbia­mo comun­que super­a­to la sfi­da. In segui­to, ho deciso di parl­a­re di più in futu­ro con le per­so­ne di cui non abbia­mo rico­no­sci­uto subi­to la voce. È evi­den­te che il mio udi­to ha anco­ra biso­g­no di un po» di allenamento.

In effet­ti è simi­le alla voce di Dio. Anche rico­no­scer­la spes­so non è faci­le. A vol­te ci vuo­le un po» di tem­po per capi­re che Dio ci sta par­lan­do. E a vol­te ci sba­glia­mo. Ma ques­to non è un motivo per arren­der­si. Pos­sia­mo com­met­te­re erro­ri e super­a­re comun­que la «scom­mes­sa». Non è fon­da­men­ta­le non com­met­te­re mai erro­ri. L’im­portan­te è con­ti­nu­are a lavora­re e impara­re a rico­no­sce­re semp­re meglio la voce di Dio.

Elaborazione del segnale suscettibile di interferenze

Come fa un segna­le elett­ro­ni­co a diven­ta­re una voce udi­bi­le? Il pro­ces­so tec­ni­co è simi­le a ques­to Segnale/dati → sin­te­si voca­le → con­ver­sio­ne digi­ta­le-ana­lo­gi­ca → alto­par­lan­te → voce udi­bi­le. Sono neces­s­a­rie diver­se fasi di ela­bo­ra­zio­ne per­ché un segna­le elett­ro­ni­co diven­ti com­pren­si­bi­le per noi. Solo all­o­ra sen­ti­amo una voce.

È inter­es­san­te nota­re che c’è anche una sor­ta di «ela­bo­ra­zio­ne del segna­le» quan­do Dio par­la. La Bibbia la descri­ve così: «Infat­ti non ave­te rice­vu­to uno spi­ri­to di schia­vi­tù, per cui dob­bia­te tem­e­re di nuo­vo; ma ave­te rice­vu­to uno spi­ri­to di ado­zio­ne, per il qua­le gri­dia­mo: Abba, Pad­re caro! Lo spi­ri­to è esso stes­so tes­ti­mo­ne il nos­tro spi­ri­toche sia­mo fig­li di Dio» (Roma­ni 8:15f LUT).

Qui ven­go­no cita­ti due spi­ri­ti: lo Spi­ri­to di Dio e il nos­tro spi­ri­to. Lo Spi­ri­to San­to par­la al nos­tro spi­ri­to. Non è sem­pli­ce­men­te una for­za imper­so­na­le, ma Cris­to in noi – il suo amo­re, la sua poten­za, la sua luce e i suoi pen­sie­ri. Lo spi­ri­to del­l’uo­mo non è sem­pli­ce­men­te la nos­t­ra men­te. È più pro­fon­do dei nos­tri pen­sie­ri: è il nos­tro nucleo più inti­mo, la nos­t­ra iden­ti­tà spi­ri­tua­le. Quan­do Dio par­la, il suo mess­ag­gio rag­gi­unge pri­ma ques­ta par­te più inti­ma del nos­tro esse­re. Lì arri­va chia­ro e non adul­tera­to. Una vol­ta una don­na mi ha det­to che a vol­te spe­ri­men­ta ques­ta sen­sa­zio­ne come un «fuo­co nel vent­re». La sen­sa­zio­ne inte­rio­re che Dio abbia parlato.

Ma poi ini­zia la vera sfi­da. L’im­pres­sio­ne deve pas­sa­re attra­ver­so la nos­t­ra ani­ma e la nos­t­ra men­te. Ed è pro­prio lì che vie­ne inter­pre­ta­ta. Tut­to ciò che Dio dice pas­sa attra­ver­so il fil­t­ro del­la nos­t­ra per­so­na­li­tà – attra­ver­so le nost­re espe­ri­en­ze, la nos­t­ra cul­tu­ra, le nost­re pau­re, i nos­tri desi­de­ri e le nost­re cono­scen­ze. Ecco per­ché ques­ta «ela­bo­ra­zio­ne del segna­le» è sus­cet­ti­bi­le di interferenze.

Ci sono anche situa­zio­ni in cui la paro­la di Dio può esse­re gra­ve­men­te bloc­ca­ta. Luca 13:10 rac­con­ta di una don­na che era sta­ta afflit­ta dal demo­nio per diciot­to anni. Di con­se­guen­za, era com­ple­ta­men­te pie­ga­ta e non riusci­va più a sta­re in pie­di. Il nemi­co era rius­ci­to a pie­ga­re una per­so­na lon­ta­no dal­la luce. Nella vita di un cris­tia­no posso­no sor­ge­re anche dei pesi – attac­ca­men­ti emo­ti­vi, feri­te o fis­sa­zio­ni inte­rio­ri – che com­pro­met­to­no la nos­t­ra per­ce­zio­ne del­le paro­le di Dio. Se hai l’im­pres­sio­ne che ques­te cose stia­no pesan­do sul­la tua vita, è bene accet­ta­re l’ai­uto pas­to­ra­le. Dio si ser­ve anche di alt­re per­so­ne per risollevarci.

Olt­re a ques­te soll­eci­ta­zio­ni più pro­fon­de, ci sono anche i segna­li di inter­fe­ren­za quotidiani.

Un segna­le di inter­fe­ren­za di ques­to tipo per me, per esem­pio, è la pau­ra del­l’uo­mo. A vol­te sen­to chia­ra­men­te den­tro di me che dov­rei dire o fare qual­co­sa. Ma per non delu­de­re o offen­de­re nes­su­no, pre­fe­ris­co tace­re. Spes­so mi guar­do indie­tro e pen­so: in real­tà Dio mi ave­va già indi­ca­to qualcosa.

Un alt­ro segna­le di inter­fe­ren­za è un Ecces­si­va fidu­cia nel pro­prio ist­in­to. Alcu­ne per­so­ne pens­a­no auto­ma­ti­ca­men­te che la loro intui­zio­ne sia la voce di Dio. Ma anche ques­to può esse­re ingannevole.

È quin­di importan­te con­troll­a­re e rego­la­re cos­tan­te­men­te la nos­t­ra «ela­bo­ra­zio­ne del segnale».

Esperienze condivise

Quan­do mi tro­vo in una stan­za con mol­te per­so­ne, ries­co a sen­ti­re la voce di mia mog­lie tra tut­te le alt­re voci, anche quan­do è sedu­ta al tavo­lo più lon­ta­no. Spes­so mi bas­ta un rapi­do sguar­do per capi­re subi­to se vuo­le anda­re a casa con cal­ma. Dopo tren­ta­quat­tro anni di matri­mo­nio, ci si cono­sce abbastan­za bene. Ques­ta abili­tà non è una tec­ni­ca. È il risult­a­to di una rela­zio­ne, del tem­po e del­l’e­s­pe­ri­en­za condivisa.

È mol­to simi­le alla voce di Dio. Rico­no­scer­la richie­de fami­lia­ri­tà, espe­ri­en­za e matu­ri­tà spi­ri­tua­le. La let­te­ra agli Ebrei la descri­ve in ques­to modo: «Sie­te cris­tia­ni da tan­to tem­po e dov­res­te insegna­re ad altri. Inve­ce, hai biso­g­no di qual­cu­no che ti inseg­ni di nuo­vo le basi del­la Paro­la di Dio. Sie­te come dei neo­na­ti che posso­no bere solo lat­te ma non posso­no man­gia­re cibo soli­do. Ma una per­so­na che si nut­re di lat­te non è anco­ra mol­to avan­ti nella vita e non capis­ce mol­to di cosa signi­fi­chi fare ciò che è gius­to secon­do la Paro­la di Dio. Il cibo soli­do, inve­ce, è per le per­so­ne adul­te e matu­re, che han­no impa­ra­to con l’e­s­pe­ri­en­za a distin­gue­re tra il bene e il male.»(Ebrei 5:12–14 NLB).

Qui diven­ta chia­ro: Il dis­cer­ni­men­to cre­sce attra­ver­so l’e­s­pe­ri­en­za. Non si arri­va a cono­sce­re la voce di Dio da un gior­no all’al­t­ro. È un viag­gio. Otte­nia­mo ques­ta espe­ri­en­za quan­do visiti­amo rego­lar­men­te la «Ten­da di Riunio­ne» e tras­cor­ria­mo del tem­po con Dio. Non solo con una lis­ta di preg­hie­re, ma anche sem­pli­ce­men­te sen­za uno sco­po: il tem­po con Dio per­ché cer­chi­amo la sua pre­sen­za. E poi dob­bia­mo anche pren­de­re sul serio le impres­sio­ni, ana­liz­zar­le, osa­re e a vol­te sba­glia­re. Ascol­ta­re Dio non è una tec­ni­ca, ma una rela­zio­ne. Quan­do com­p­ren­dia­mo che la «ten­da del­l’in­con­tro» con­sis­te nel tras­cor­re­re del tem­po con un ami­co, si crea una sacra sere­ni­tà in ques­to argomento.

Criteri utili

La Bibbia for­nis­ce un cri­te­rio chia­ro per deter­mina­re se un mess­ag­gio pro­vie­ne da Dio. «Ora vi chie­de­rete: «Come pos­sia­mo rico­no­sce­re se un mess­ag­gio vie­ne dal Signo­re o no? Se un pro­fe­ta pro­f­e­tiz­za qual­co­sa nel nome del Signo­re e non si avve­ra, all­o­ra il suo mess­ag­gio non vie­ne dal Signo­re. Quel pro­fe­ta ha agi­to di pro­pria auto­ri­tà e voi non dove­te ascol­tar­lo.»(Deu­te­ro­no­mio 18:21f NLB).

È inter­es­san­te nota­re che ques­to cri­te­rio dimos­tra che spes­so è solo a pos­te­rio­ri che rico­no­scia­mo se qual­co­sa vie­ne dav­vero da Dio. Ques­to ha due conseguenze.

In pri­mo luo­go, non dob­bia­mo mai affer­ma­re che la nos­t­ra opi­ni­one sia una voce di Dio. Ques­to met­ter­eb­be sot­to pres­sio­ne gli altri. In secon­do luo­go, pos­sia­mo com­pie­re pas­si corag­gio­si, anche sen­za una cer­tez­za asso­lu­ta. Ascol­ta­re la voce di Dio non è una sci­en­za esat­ta. Richie­de anche una cer­ta dis­po­ni­bi­li­tà a spe­ri­men­ta­re. Se hai l’im­pres­sio­ne di dover fare qual­co­sa di buo­no per qual­cu­no – chi­amar­lo o farg­li visi­ta – fallo e bas­ta. Potres­ti ren­der­ti con­to solo in segui­to se ques­to impul­so pro­vie­ne da Dio.

Olt­re a ques­to prin­ci­pio di base, alcu­ni cri­te­ri aiuta­no a ese­gui­re i test:

  • Quello che hai sen­ti­to cor­rispon­de alla Bibbia? Dio non si con­trad­di­ce. Mi è già capi­ta­to che una per­so­na spo­sa­ta si sen­tis­se att­rat­ta da un’al­tra per­so­na e dices­se che ques­ta era la gui­da di Dio. Ma le far­fal­le nel­lo sto­ma­co non sono la stes­sa cosa del fuo­co del­lo Spi­ri­to Santo.
  • Ha il sapo­re di Gesù? Tut­to ciò che vie­ne da Dio ha il sapo­re del­la fede, del­l’a­mo­re e del­la spe­ran­za. Anche quan­do Dio cor­reg­ge, c’è qual­co­sa di edi­fi­can­te nel­le sue parole.
  • Si adat­ta alla mia voca­zio­ne o al mio sco­po? Di soli­to Dio ci por­ta ad appro­fond­ire la nos­t­ra voca­zio­ne pas­so dopo pas­so. Se all’im­prov­vi­so un’im­pres­sio­ne ci impo­ne un cam­bio tota­le di dire­zio­ne, dov­rem­mo esami­n­ar­la con par­ti­co­la­re atten­zio­ne. Da gio­va­ne ho avu­to la chia­ra impres­sio­ne che Dio mi stesse chi­aman­do al minis­te­ro pas­to­ra­le. In segui­to, a vol­te ho pen­sa­to che avrei pre­fe­ri­to ritir­ar­mi nella cabi­na di gui­da di una loco­mo­ti­va. In ques­ti momen­ti, è uti­le esami­na­re atten­ta­men­te le impressioni.
  • Mi ren­de più simi­le a Gesù? La nos­t­ra vita di fede non con­sis­te sem­pli­ce­men­te nel diven­ta­re un po» più decen­ti, ma nel­l’es­se­re tras­for­ma­ti nel­l’o­ri­gi­na­le, che è Gesù Cris­to (Roma­ni 8:29).
  • Ques­to ren­de gran­de Gesù? Lo Spi­ri­to San­to glo­ri­fi­ca Gesù. Se un’im­pres­sio­ne mi met­te sot­to i rif­let­to­ri, devo sta­re attento.
  • Alt­re per­so­ne lo con­fer­ma­no? Soprat­tut­to quan­do sono coin­vol­te for­ti emo­zio­ni, il con­siglio degli altri è mol­to importan­te. Diet­rich Bon­hoef­fer una vol­ta ha det­to: «Il Cris­to in mio fratel­lo è spes­so più for­te del Cris­to in me.»
  • Pos­so gioire di fron­te alla mia fini­tez­za? «Insegna­ci a ricorda­re che dob­bia­mo mor­i­re per poter diven­ta­re sag­gi.» (Sal­mo 90:12 LUT). A vol­te è uti­le guar­da­re all’e­ter­ni­tà per rico­no­sce­re ciò che con­ta davvero.
  • Cor­rispon­de al mio pen­sie­ro, che è sta­to modi­fi­ca­to dal­la co-evo­lu­zi­o­ne? «Per­tan­to, non ori­en­ta­te­vi ai com­por­ta­men­ti e alle abi­tu­di­ni di ques­to mon­do, ma per­met­te­te a Dio di tras­for­mar­vi in per­so­ne nuo­ve cam­bi­an­do il vos­tro modo di pen­sare. All­o­ra sapre­te cosa Dio vuo­le da voi: è ciò che è buo­no e gra­di­to a Lui ed è com­ple­ta­men­te in linea con la sua volon­tà.»(Roma­ni 12:2 NLB). Più Dio plas­ma il nos­tro pen­sie­ro, meglio pos­sia­mo usa­re il nos­tro buon sen­so come stru­men­to di verifica.

Il nos­tro bilan­cio alla par­ti­ta «Vuoi scom­met­te­re che…?«Tre voci sono sta­te rico­no­sci­ute imme­dia­ta­men­te, una solo dopo aver­ci pen­sa­to un po» e una è sta­ta com­ple­ta­men­te con­fu­sa. Tut­ta­via, la scom­mes­sa fu vin­ta. E for­se ques­ta è una bel­la imma­gi­ne del­la nos­t­ra vita con Dio. Non semp­re riusci­re­mo a rico­no­sce­re per­fett­amen­te la sua voce. A vol­te la capia­mo subi­to, a vol­te solo in un secon­do momen­to e a vol­te ci sba­glia­mo. Ma Dio non si aspet­ta la per­fe­zio­ne. Se i nos­tri erro­ri ci porta­no a deci­de­re di pas­sa­re più tem­po con lui, all­o­ra abbia­mo già vin­to. Per­ché ascol­ta­re la voce di Dio, in defi­ni­ti­va, non è una ques­tio­ne di tec­ni­ca gius­ta. È il frut­to di una rela­zio­ne viva con Lui.

 

Possibili domande per i piccoli gruppi

Leg­gi il tes­to bibli­co: Ebrei 5:12–14

  1. Qua­li espe­ri­en­ze hai avu­to nel sen­ti­re la voce di Dio o nel­l’a­ve­re un’im­pres­sio­ne inte­rio­re? Cosa ti ha aiuta­to a rico­no­sce­re se pro­ve­ni­va dav­vero da Dio?
  2. Qua­li «segna­li di inter­fe­ren­za» rico­no­sci nella tua vita?che a vol­te ti ren­do­no dif­fi­ci­le ascol­ta­re la voce di Dio (ad esem­pio la pau­ra, le aspett­a­ti­ve degli altri, i tuoi desi­de­ri, il rit­mo frenetico)?
  3. Cosa ti aiu­ta in par­ti­co­la­re a tras­cor­re­re del tem­po con Dio nella «Ten­da di Riunio­ne»? Ci sono abi­tu­di­ni o for­me di silen­zio che ti aiuta­no in modo particolare?
  4. Qua­le dei cri­te­ri del test men­zio­na­ti ti attrae di più? Per­ché ques­to in particolare?
  5. C’è un’im­pres­sio­ne o un pen­sie­ro che ti stai chie­den­do da tem­po: «Dio, sei tu?». Qua­le potreb­be esse­re il prossi­mo pic­co­lo pas­so per veri­fi­ca­re ques­ta impressione?