Data: 31 Mag­gio 2026 | Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Esodo 20:8–11; Deu­te­ro­no­mio 5:12–15
Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Il saba­to è il dono di Dio di un rit­mo sacro di lavoro e ripo­so. Ci ricorda che il nos­tro valo­re non dipen­de dal­le pres­ta­zio­ni, ma dal­la gra­zia di Dio. Come gior­no di ripo­so, gioia e ado­ra­zio­ne, ci pro­t­eg­ge dal­l’in­quietu­di­ne e dal­la schia­vi­tù inte­rio­re. Allo stes­so tem­po, il saba­to ci indi­ca il ripo­so più pro­fon­do che pos­sia­mo tro­va­re in Cris­to – già oggi e un gior­no alla pre­sen­za eter­na di Dio.


C’è una vec­chia para­bo­la che rac­con­ta di set­te fratel­li. Sei di loro lavo­r­a­va­no dura­men­te nei cam­pi ogni gior­no. Il set­ti­mo fratel­lo sta­va a casa, man­ten­e­va l’or­di­ne, pre­pa­ra­va il cibo e ten­e­va insie­me la loro vita. Ogni sera, i fratel­li torna­va­no a casa stanchi e tro­va­va­no una tavo­la imban­di­ta per loro. Ma un gior­no pen­s­a­ro­no che il set­ti­mo fratel­lo fos­se pigro. Gli dis­se­ro di usci­re nei cam­pi e di «lavora­re bene». Così all’im­prov­vi­so tut­ti e set­te i fratel­li si mise­ro a lavora­re. Quan­do torn­aro­no a casa la sera, esaus­ti, la casa era buia, cao­ti­ca e vuo­ta. Nes­su­no ave­va cuci­n­a­to, nes­su­no ave­va rior­di­na­to, nes­su­no ave­va for­ni­to calo­re e compagnia.

Poi si rese­ro con­to del loro errore: non è solo il lavoro a sos­tene­re la vita, ma anche il «set­ti­mo gior­no», che crea spa­zio per la pace, l’or­di­ne e la gioia.

Ques­to è esat­ta­men­te ciò che abbia­mo ampia­men­te dimen­ti­ca­to nella nos­t­ra cultura.

Duran­te la Rivo­lu­zi­o­ne fran­ce­se si cer­cò di abo­li­re la set­ti­ma­na di set­te gior­ni. Per aumen­ta­re la pro­dut­ti­vi­tà, fu intro­dot­ta una set­ti­ma­na di die­ci gior­ni. Il risult­a­to fu dis­as­tro­so: l’e­co­no­mia ne risen­tì, la stan­chez­za aumen­tò e la pro­dut­ti­vi­tà dimi­n­uì. Oggi, innu­me­re­vo­li stu­di con­fer­ma­no che il ren­di­men­to dimi­nuis­ce dopo un cer­to nume­ro di ore lavo­ra­ti­ve. Il pic­co di pro­dut­ti­vi­tà si rag­gi­unge intor­no alla set­ti­ma­na di sei gior­ni (50 ore).

Se vivia­mo con­tro il rit­mo di Dio – lavor­an­do sei gior­ni e ripo­san­do un gior­no – all­o­ra spaz­zo­li­a­mo l’uni­ver­so con­tro­cor­ren­te. O come dis­se il filoso­fo H. H. Far­mer: «Se vai con­tro­cor­ren­te ris­pet­to all’­uni­ver­so, otti­eni del­le scheg­ge.» Il saba­to è più di un sem­pli­ce gior­no di ripo­so. È un modo di vive­re nel mon­do. Un att­eg­gi­a­men­to di ripo­so, fidu­cia e con­cen­tra­zio­ne su Dio.

Il sabato come riposo e culto

La paro­la saba­to deri­va dal­l’e­braico shab­bat e signi­fi­ca let­teral­men­te «fer­mar­si». Il saba­to è un gior­no in cui ci fer­mi­amo: smett­i­amo di lavora­re, di pro­dur­re, di preoccuparci.

La Bibbia ini­zia con le paro­le: «In prin­ci­pio, Dio creò i cie­li e la ter­ra.«Dopo sei gior­ni di crea­zio­ne leggiamo:

«Il set­ti­mo gior­no Dio com­ple­tò la sua ope­ra e si riposò dal suo lavoro. E Dio bene­dis­se il set­ti­mo gior­no e lo dichiarò san­to, per­ché era il gior­no in cui si ripo­sa­va dal­la sua ope­ra di crea­zio­ne.» (Gene­si 2:2–3 NLB).

Dio si riposò. Non per­ché fos­se esaus­to, ma per­ché shab­bat signi­fi­ca anche: sof­fer­mar­si, ass­a­pora­re, gioire. Il saba­to è un gior­no inte­ro riser­va­to alla pau­sa, al godi­men­to di ques­to mon­do e alla gioia.. Un gior­no per mera­vi­gli­ar­si e ringraziare.

Dio «bene­dis­se il set­ti­mo gior­no e lo dichiarò san­to».

È inter­es­san­te: Nella sto­ria del­la crea­zio­ne, Dio bene­di­ce tre cose. In pri­mo luo­go, bene­di­ce il reg­no ani­ma­le con un invi­to: «Sia­te fecon­di e mol­ti­pli­ca­te­vi» (Gene­si 1:22 LUT). Poi bene­dis­se l’uo­mo allo stes­so modo. E poi Dio bene­dis­se il saba­to. Ciò signi­fi­ca che il saba­to ha anche la capa­ci­tà di ripro­dursi. Per riem­pire il mon­do di vita. Attra­ver­so il saba­to pos­sia­mo riem­pire nuo­va­men­te la nos­t­ra ani­ma di vita.

E Dio dichia­ra ques­to gior­no sacro. Nel­l’an­ti­co Vici­no Ori­en­te, gli dei erano lega­ti a luoghi sacri: templi, mon­tagne o san­tua­ri. Tut­ta­via, il Dio del­la Bibbia non lega la sua pre­sen­za a un luo­go, ma a un gior­no. Se vuoi incon­tra­re Dio, non devi viag­gia­re in un luo­go spe­cia­le. Devi solo dedi­ca­re un gior­no alla set­ti­ma­na al shab­bat e fer­mar­si abbastan­za a lungo per spe­ri­men­ta­re Lui.

Ecco per­ché il coman­da­men­to è: «Ricorda il saba­to e man­ti­eni­lo sacro»(Esodo 20:8 NLB).

«Ricorda»: noi esse­ri uma­ni sem­bria­mo dimen­ti­car­lo mol­to velo­ce­men­te. For­se è per ques­to che il coman­da­men­to del saba­to vie­ne ripe­tu­to così spes­so nella Bibbia.

Poi Dio dice: «Sei gior­ni alla set­ti­ma­na lavor­erai e farai le tue fac­cen­de quo­ti­dia­ne, ma il set­ti­mo gior­no è un gior­no di ripo­so per il SIGNORE tuo Dio […].»(Esodo 20:9f NLB).

Il saba­to non è quin­di solo un gior­no di ripo­so, ma anche un gior­no per Dio. Un gior­no di ado­ra­zio­ne. Non si trat­ta solo di fun­zio­ni reli­gio­se o can­zo­ni, ma di con­cen­tra­re tut­ta la tua vita su di Lui.

Un gior­no di ripo­so non è auto­ma­ti­ca­men­te un saba­to. Nei gior­ni libe­ri fac­cia­mo com­mis­sio­ni, mett­i­amo in ordi­ne, rispon­dia­mo ai mess­ag­gi o paghi­amo le bol­let­te, andia­mo all’I­KEA. Il saba­to, inve­ce, signi­fi­ca ral­len­ta­re con­s­ape­vol­men­te e cer­ca­re la pre­sen­za di Dio. Ques­to include anche la gioia. Un buon pas­to con gli amici, un’es­cur­sio­ne, una con­ver­sa­zio­ne sen­za fret­ta, un piso­li­no pome­ri­dia­no, una risa­ta in com­pa­gnia -. Tut­to ques­to può esse­re un’es­pres­sio­ne del saba­to se i nos­tri cuo­ri si apro­no nuo­va­men­te alla bon­tà di Dio.

Il coman­da­men­to si con­clude con un «per­ché»: «Per­ché in sei gior­ni il Signo­re creò i cie­li, la ter­ra, il mare e tut­to ciò che è in essi e su di essi, ma il set­ti­mo gior­no si riposò. Per­ciò il Signo­re bene­dis­se il saba­to e lo dichiarò san­to.»(Esodo 20:11 NLB).

Il saba­to ci ripor­ta ai rit­mi del­la gra­zia. È quin­di note­vo­le che ques­to eser­ci­zio spi­ri­tua­le abbia tro­va­to pos­to nei Die­ci Coman­da­men­ti. Non la fre­quen­ta­zio­ne del­la chie­sa o la let­tu­ra del­la Bibbia, nem­meno la preg­hie­ra. Il saba­to è l’e­ser­ci­zio più importan­te per noi esse­ri uma­ni. È tal­men­te cru­cia­le che Dio ci ordi­na amo­re­vol­men­te di non dimen­ti­ca­re che sia­mo esse­ri uma­ni e non macchine.

Il sabato come atto di resistenza

L’uo­mo fu crea­to il ses­to gior­no del­la crea­zio­ne. Il suo pri­mo gior­no com­ple­to su ques­ta ter­ra fu un saba­to. Ques­to signi­fi­ca che le per­so­ne non ini­zia­no con il lavoro, ma con il ripo­so. Non è la pres­ta­zio­ne che vie­ne pri­ma, ma la pro­mes­sa di Dio. Non lavo­r­ia­mo per gua­d­ag­na­re pace e tran­quil­li­tà. Lavo­r­ia­mo da una posi­zio­ne di calma.

Quan­do ero in time­out tre anni fa – sen­za lavoro e sen­za sta­tus – ho avu­to una cri­si di signi­fi­ca­to. Cosa rima­ne di noi quan­do il lavoro, le pres­ta­zio­ni, la fami­glia e l’im­ma­gi­ne ven­go­no meno? La nos­t­ra socie­tà è con­trad­dit­to­ria: da un lato, soffria­mo per la pres­sio­ne, ma dal­l’al­t­ro, trai­amo la nos­t­ra iden­ti­tà da essa..

È pro­prio qui che il saba­to diven­ta una pro­va di fede. Vivo per gra­zia o per pres­ta­zio­ne? Cre­do dav­vero che l’a­mo­re di Dio sia incon­di­zio­na­to? La nos­t­ra iden­ti­tà si basa sul­l’in­con­di­zio­na­to del­la per­so­na più importan­te e decisi­va del­l’­uni­ver­so. La sua reden­zio­ne e la sua sal­vez­za sono pura gra­zia e non posso­no esse­re gua­d­a­gna­te. Il saba­to ci impe­dis­ce di vive­re come schia­vi inve­ce che come fig­li e figlie.

Qua­ran­t’an­ni dopo i Die­ci Coman­da­men­ti, Dio ripe­te il coman­da­men­to del saba­to, ques­ta vol­ta con una giu­sti­fi­ca­zio­ne diversa:

«Ricorda­ti che tu stes­so un tem­po eri schia­vo in Egit­to e che il SIGNORE tuo Dio ti ha fat­to usci­re dal pae­se con gran­de poten­za e con ope­re poten­ti. Per ques­to il SIGNORE tuo Dio ti ha coman­da­to di osser­va­re il saba­to.»(Deu­te­ro­no­mio 5:15 NLB).

Israe­le dove­va cele­bra­re il saba­to per­ché non erano più schia­vi. Gli schia­vi non han­no un gior­no libe­ro. Con­ti­nu­a­no a lavora­re. Il loro valo­re si misu­ra esclu­si­v­a­men­te in base alle loro prestazioni.

E l’E­git­to vive anco­ra oggi. Vivia­mo in una cul­tu­ra del semp­re di più: più suc­ces­so, più beni, più pres­ta­zio­ni, più velo­ci­tà. Ecco per­ché il saba­to è sta­to giu­s­ta­men­te defi­ni­to «un atto di resistenza».

Chi cele­bra il saba­to dice: «Il mio valo­re non dipen­de dal­la mia pro­dut­ti­vi­tà»: Il mio valo­re non dipen­de dal­la mia pro­dut­ti­vi­tà. Non sono schia­vo del mio lavoro. Non devo esse­re semp­re dis­po­ni­bi­le. Il mon­do con­ti­nua a gira­re anche sen­za di me.

Il saba­to ci impe­dis­ce di sfrut­ta­re noi stes­si o gli altri. Ci ricorda che sia­mo fig­li e fig­lie di Dio, non macchine.

Il Sabbath come sogno del futuro

In Ebrei, il saba­to è asso­cia­to a un ripo­so anco­ra più pro­fon­do: «Quin­di, un tem­po di per­fet­to ripo­so atten­de anco­ra il popo­lo di Dio: la cele­bra­zio­ne del «vero» saba­to.» (Ebrei 4:9 Nuo­vo Testamento).

Chi si affi­da a Cris­to può già tro­va­re la pace inte­rio­re: lon­ta­no dal­la cos­tri­zio­ne a sal­var­si o a dimostra­re il pro­prio valo­re. Ecco per­ché si dice: «Colo­ro che sono ent­ra­ti nel ripo­so di Dio si ripo­seran­no dal loro lavoro, pro­prio come Dio si riposò dopo aver crea­to il mon­do.»(Ebrei 4:10 NLB).

Ques­to non signi­fi­ca inat­ti­vi­tà. Signi­fi­ca vive­re per gra­zia inve­ce di gua­d­ag­na­re cos­tan­te­men­te. Allo stes­so tem­po, il saba­to indi­ca l’im­mi­nen­te com­pi­men­to, la comu­nio­ne eter­na con Dio. Il ripo­so del saba­to è quin­di sia un’e­s­pe­ri­en­za pre­sen­te che una spe­ran­za futura.

Gesù stes­so vive­va in ques­to rit­mo. Il saba­to era par­te inte­gran­te del­la sua vita. Ma fu pro­prio per ques­to che ent­rò ripe­tu­tamen­te in con­flit­to con i faris­ei. Essi ave­va­no tras­for­ma­to il dono di Dio in un peso. Ecco per­ché Gesù disse:

«Il saba­to è sta­to crea­to per il bene del­l’uo­mo e non l’uo­mo per il saba­to.»(Mar­co 2:27 NLB).

Il saba­to non è una pres­sio­ne reli­gio­sa da ese­gui­re. È un dono del cie­lo. Dio sa che abbia­mo biso­g­no del «set­ti­mo fratel­lo». Uno spa­zio di ripo­so. Un gior­no per respi­ra­re di nuo­vo. Un rit­mo sacro che tiene insie­me le nost­re vite. E for­se spes­so ci ren­dia­mo con­to del­l’im­port­an­za di ques­to gior­no solo quan­do manca.

 

Possibili domande per il piccolo gruppo

Leg­gi il tes­to bibli­co: Mar­co 2:23–28

  1. Come fac­cio a rico­no­sce­re per­so­nal­men­te che mi man­ca­no il ripo­so e il saba­to? Qua­li sono i segna­li di all­ar­me nella mia vita quotidiana?
  2. Come potreb­be esse­re un saba­to che mi aiuti a tro­va­re la pace e ad esse­re più con­s­ape­vo­le del­la pre­sen­za di Dio?
  3. Qua­li sono le cose che spes­so ren­do­no il mio gior­no libe­ro «pie­no» sen­za che sia dav­vero rilassante?
  4. Qua­le potreb­be esse­re il prossi­mo pas­so con­cre­to per pra­ti­ca­re più rego­lar­men­te il rit­mo del sabato?
  5. Come pos­so vive­re di più del­la gra­zia di Dio nella mia vita di tut­ti i gior­ni inve­ce che del­la pres­ta­zio­ne e del fun­zio­na­men­to costante?