Sentire la voce di Dio | Un Dio che parla

Data: 1 mar­zo 2026 Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Gio­van­ni 10:3
Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Dio non solo ascol­ta, ma par­la anche. La sto­ria di Israe­le ha già dimostra­to che Dio vede, ascol­ta e si pren­de cura del suo popo­lo. Attra­ver­so Gesù e lo Spi­ri­to San­to, oggi le per­so­ne posso­no ascol­ta­re la voce di Dio. I pre­re­qui­si­ti per far­lo sono l’a­per­tu­ra, il silen­zio e un cuo­re obbe­dien­te. Dio par­la in modi diver­si: attra­ver­so la Bibbia, le impres­sio­ni o le per­so­ne. Il suo parl­a­re dà ori­en­ta­men­to, corag­gio e cer­tez­za inte­rio­re nella vita.


Il popo­lo di Israe­le ha vis­suto cir­ca 400 anni di oppres­sio­ne e schia­vi­tù in Egit­to. Duran­te ques­to ter­ri­bi­le peri­odo nel deser­to, pro­ba­bilm­en­te si sen­ti­ro­no come se Dio aves­se det­to loro addio. Ma non è così. Dio è un buon ascoltatore.

La Bibbia descri­ve ques­ta situa­zio­ne con paro­le com­mo­ven­ti: «Ascol­tò le loro gri­da e si ricor­dò del­l’al­le­an­za che ave­va stret­to con Abra­mo, Isac­co e Gia­cob­be. Vide gli Israe­li­ti e si pre­se cura di loro.» (Gene­si 2:24f NLB). Dio ascol­ta, ricorda, vede e si preoc­cu­pa. Anche noi abbia­mo biso­g­no di ques­ta pro­s­pet­ti­va: che Dio ci ascol­ta quan­do lo invo­chi­amo e che si pren­de cura per­so­nal­men­te e pro­fon­da­men­te di cias­cu­no dei suoi figli.

LUI è come un buon ami­co che met­te da par­te tut­to il res­to quan­do ci pre­sen­ti­amo con una richies­ta. Ci pren­de per mano, con­cen­tra il suo sguar­do su di noi e ci dedi­ca la sua tota­le atten­zio­ne (Sal­mo 17:6).

Dio parla

Dio non è solo un ascolt­a­to­re atten­to. È anche un Dio che par­la. Nel Nuo­vo Tes­ta­men­to, la secon­da per­so­na del­la Divi­ni­tà vie­ne addi­rit­tu­ra chi­ama­ta «il Ver­bo». (Gio­van­ni 1:1+14). Gesù Cris­to è la comu­ni­ca­zio­ne di Dio a noi. Il cie­lo par­la in lui. Cris­to è la Paro­la incar­na­ta di Dio.

Ma Dio ave­va già par­la­to mol­to tem­po pri­ma. La crea­zio­ne ini­zia con la paro­la di Dio (Gene­si 1:1). L’in­te­ra sto­ria di Israe­le è carat­te­riz­za­ta da Dio che par­la alle per­so­ne – ai patri­ar­chi, ai re e soprat­tut­to ai pro­f­e­ti. Ques­ta comu­ni­ca­zio­ne tra Dio e Mosè è descrit­ta in modo mol­to impres­sio­n­an­te: «L’E­ter­no par­lò a Mosè fac­cia a fac­cia, come uno che par­la al suo ami­co»(Esodo 33:11 NLB). Secon­do la Bibbia, il dis­cor­so di Dio non è nulla di inso­li­to. Fa par­te del­la rela­zio­ne tra Dio e l’uomo.

Tut­ta­via, c’er­ano anche tem­pi in cui le paro­le di Dio erano rare. Leg­gi­a­mo al tem­po di Samue­le: «[…] In quei gior­ni, i mess­ag­gi del Signo­re erano rari e le visio­ni non erano fre­quen­ti.»(1 Samue­le 3:1 NLB). Per­ché era così?

L’epo­ca dei giudi­ci è descrit­ta in modo appro­pria­to in una frase: «A quel tem­po, Israe­le non ave­va anco­ra un re, quin­di tut­ti face­va­no ciò che riten­eva­no gius­to.»(Giudi­ci 21:25 NLB). L’au­to-volon­tà, l’au­to-import­an­za e l’au­to-rea­liz­za­zio­ne sono veri e pro­pri ost­aco­li all’as­col­to di Dio. Se le per­so­ne fan­no solo ciò che pens­a­no sia gius­to, a un cer­to pun­to smet­teran­no di fare doman­de. E se si smet­te di chie­de­re, si smet­te di ascoltare.

Ma Dio annun­ciò un nuo­vo tem­po. Attra­ver­so il pro­fe­ta Gioele, Dio dice: «Negli ulti­mi gior­ni effon­derò il mio Spi­ri­to su tut­ti i popo­li. I vos­tri fig­li e le vost­re fig­lie pro­f­e­tiz­zer­an­no, i vos­tri vec­chi faran­no sogni pro­f­e­ti­ci e i vos­tri gio­va­ni avran­no visio­ni. In quei gior­ni effon­derò il mio Spi­ri­to anche sui ser­vi, maschi e femmi­ne, ed essi pro­f­e­tiz­zer­an­no»(Gioele 3:1f NLB).

Ques­ta affer­ma­zio­ne è fon­da­men­ta­le per il nos­tro argo­men­to. L’ef­fu­sio­ne del­lo Spi­ri­to San­to non dov­reb­be riguar­da­re solo alcu­ni indi­vi­dui, ma tut­ti colo­ro che seguo­no Dio. Nel­l’An­ti­co Tes­ta­men­to, lo Spi­ri­to di Dio veni­va spes­so su indi­vi­dui che ave­va­no un com­pi­to spe­cia­le. Ma con Gesù ini­ziò una nuo­va era. Ques­ta pro­mes­sa si rea­liz­zò alla fes­ta ebraica di Pen­te­cos­te (Atti 2:16–18). Da quel gior­no, le per­so­ne che seguo­no Gesù Cris­to sono in gra­do di sen­ti­re la voce di Dio.

Ecco per­ché Pao­lo scri­ve: «Vor­rei che […] tut­ti voi potes­te parl­a­re pro­f­e­ti­ca­men­te […]»(1 Corin­zi 14:5 NLB). Nella Bibbia, la pro­fe­zia è essen­zi­al­men­te l’as­col­to del­la voce di Dio. La paro­la signi­fi­ca la stes­sa cosa, per sta­re davan­ti a Dio. A quan­to pare, però, è abbastan­za chia­ro che colo­ro che si tro­va­no davan­ti a Dio sen­to­no la sua voce e posso­no tras­met­te­re ciò che han­no sen­ti­to. La pro­fe­zia è quin­di l’es­pres­sio­ne del­la volon­tà di Dio. Ques­ta può riguar­da­re il pas­sa­to, il pre­sen­te o anche il futuro.

Dio desi­de­ra parl­a­re con noi, qui e ora. Ques­ta comu­ni­ca­zio­ne carat­te­riz­za la qua­li­tà del­la nos­t­ra rela­zio­ne con Lui. Gesù lo spie­ga mol­to sem­pli­ce­men­te: «Le peco­re sen­to­no la voce del pas­to­re e ven­go­no da lui. Egli chi­ama per nome le peco­re che gli appar­ten­go­no e le con­du­ce fuo­ri.»(Gio­van­ni 10:3 NLB). Gram­ma­ti­cal­men­te, si potreb­be anche dire: Egli chi­ama con­ti­nu­a­men­te le sue peco­re ed esse ascol­ta­no con­ti­nu­a­men­te la sua voce..

Imposta la frequenza

For­se ora stai pen­san­do: Sem­bra una buo­na cosa, ma non sen­to la voce di Dio. Se sei un figlio di Dio, l’hai sen­ti­ta almeno una vol­ta. Nes­su­no vie­ne a Dio di pro­pria ini­zia­ti­va, a meno che Dio non lo chi­ami. Tut­ta­via, sen­ti­re la voce di Dio è spes­so una sfida.

In ques­ta stan­za ci sono mol­te onde invi­si­bi­li. Se voglia­mo sape­re qua­li segna­li tras­met­to­no, abbia­mo biso­g­no di una radio. Solo quan­do la accen­dia­mo e ci sin­to­niz­zia­mo, ques­te onde assu­mo­no un signi­fi­ca­to per noi. È simi­le alle paro­le di Dio. Dio tras­met­te, ma noi dob­bia­mo sin­to­niz­zar­ci sul­la gius­ta frequenza.

  • Il rice­vi­to­re. Dio par­la a livel­lo spi­ri­tua­le. Ecco per­ché dipen­dia­mo dal­lo Spi­ri­to San­to. Egli vie­ne dato a colo­ro che accet­ta­no Gesù Cris­to nel loro cuo­re. In un cer­to sen­so, lo Spi­ri­to San­to è il nos­tro rice­vi­to­re del­la voce di Dio.
  • Impos­ta la fre­quen­za. La fre­quen­za di Dio è mol­to diver­sa dal volu­me del nos­tro mon­do. Un rab­bi­no una vol­ta dis­se: «Tut­to ciò che è importan­te arri­va in silen­zio. Il sor­ge­re del sole, il bat­ti­to del cuo­re, un pen­sie­ro d’a­mo­re e il parl­a­re di Dio.«Se voglia­mo ascol­ta­re la voce di Dio, dob­bia­mo crea­re spa­zio nella nos­t­ra vita quo­ti­dia­na e nei nos­tri cuo­ri. L’im­ma­gi­ne sim­bo­lo del nos­tro tema annua­le «Sem­pli­ce. Silen­zio. Pre­sen­za» è il deser­to. È inter­es­san­te nota­re che in ebraico le paro­le deser­to e paro­la han­no la stes­sa radi­ce. Nel deser­to ci sono poche dis­tra­zio­ni. La paro­la di Dio può esse­re ascol­ta­ta lì. Dove le voci del mon­do diven­ta­no più silen­zio­se, il dis­cor­so di Dio può diven­ta­re udibile.
  • Eli­mi­na­re i dis­tur­ba­to­ri. Una stra­te­gia importan­te in guer­ra è quella di inter­rom­pe­re le comu­ni­ca­zio­ni del nemi­co. Quan­do la comu­ni­ca­zio­ne non fun­zio­na più, mol­te cose crollano. A livel­lo spi­ri­tua­le, l’av­ver­sa­rio cer­ca anche di bloc­ca­re il nos­tro ascol­to di Dio. Ci suss­ur­ra pen­sie­ri come: Solo gli appas­sio­na­ti se ne occu­p­a­no. Ci sono così tan­ti abu­si in ques­to set­to­re. Oppu­re: Oggi Dio non par­la più così. Se cre­dia­mo a ques­te obie­zio­ni, smett­i­amo di cer­ca­re. Ma colo­ro che non cer­ca­no più non sentiranno.
  • Un att­eg­gi­a­men­to umi­le del cuo­reUna sto­ria rac­con­ta di una don­na che ven­de­va mer­ci per stra­da. Quan­do arri­vò a un incro­cio, lan­ciò un bas­tone in aria. Con­tin­uò a cammi­na­re nella dire­zio­ne in cui pun­ta­va il bas­tone. Un uomo la vide lan­cia­re il bas­tone per tre vol­te e alla fine le chie­se per­ché. Lei ris­po­se: «Ho lascia­to che Dio mi mostras­se dove anda­re.«L’uo­mo chie­se: «E per­ché tre vol­te?» Ha det­to: «Per­ché mi ha man­da­to nella dire­zio­ne sba­glia­ta le prime due vol­te.«La sto­ria è umoristi­ca, ma mos­tra una veri­tà importan­te. Se abbia­mo già da tem­po deciso inte­rior­men­te qua­le stra­da voglia­mo per­cor­re­re, Dio non ha più biso­g­no di parl­a­re. Non per nien­te le lin­gue anti­che, l’e­braico, il gre­co e il lati­no, han­no cias­cu­na una sola paro­la per indi­ca­re la stra­da da segui­re. Ascol­ta e Obbe­disci. Un att­eg­gi­a­men­to di obbe­dien­za è un importan­te pre­re­qui­si­to per ascol­ta­re la voce di Dio.

Canali di zapping

Dio par­la in modi diver­si. Può esse­re uti­le pas­sa­re da un cana­le all’al­t­ro. Il cana­le con cui sia­mo par­ti­co­lar­men­te fami­lia­ri è spes­so lega­to alla nos­t­ra personalità.

Dio può ope­ra­re attra­ver­so Impres­sio­ni parl­a­re (Atti 20:22; 15:28). A vol­te attra­ver­so Pen­sie­ri (1 Re 19:11).

A vol­te attra­ver­so Imma­gi­ni (Gio­van­ni 1:48; Atti 7:56) o tra­mi­te Visio­ni (Danie­le 7:2–3). Inolt­re Sogni può esse­re un mez­zo attra­ver­so il qua­le Dio par­la (Giob­be 33:14 e seguen­ti; Matteo 1:20).

La Bibbia ripor­ta anche che Dio, attra­ver­so Ange­li par­la (Gene­si 18:1–10; Ebrei 13:2).

A vol­te avvie­ne anche attra­ver­so un voce udi­bi­le (Atti 9:4).

Mol­to spes­so Dio par­la anche attra­ver­so il Le Sacre Scrit­tu­re (Danie­le 9:2f). Dio non par­la come un libro, ma attra­ver­so un libro. Mol­to spes­so, Dio ci par­la quan­do leg­gi­a­mo la Bibbia e un ver­set­to o un pass­ag­gio cat­tu­ra improv­vi­sa­men­te la nos­t­ra atten­zio­ne e ci par­la dirett­amen­te e personalmente.

Inolt­re alt­re per­so­ne posso­no esse­re usa­te da Dio per dir­ci qual­co­sa (1 Corin­zi 14:3).

E infi­ne, Dio cam­bia nel tem­po il nos­tro pen­sie­ro. Le cop­pie spo­sa­te che col­ti­va­no l’in­ti­mi­tà emo­ti­va spe­ri­men­ta­no una co-evo­lu­zi­o­ne: si svi­lup­pa­no insie­me nella stes­sa dire­zio­ne in modo qua­si imper­cet­ti­bi­le, sco­pren­do come i loro inter­es­si e sen­ti­men­ti diven­ti­no semp­re più alli­nea­ti. Ques­to acca­de anche nella vita con Dio: «Per­tan­to, non ori­en­ta­te­vi ai com­por­ta­men­ti e alle abi­tu­di­ni di ques­to mon­do, ma per­met­te­te a Dio di tras­for­mar­vi in per­so­ne nuo­ve cam­bi­an­do il vos­tro modo di pen­sare. All­o­ra sapre­te cosa Dio vuo­le da voi: è ciò che è buo­no e gra­di­to a Lui ed è com­ple­ta­men­te in linea con la sua volon­tà.»(Roma­ni 12:2 NLB). Spes­so ques­to avvie­ne in modo non spet­ta­co­la­re, ma mol­to duraturo.

Per­so­nal­men­te sono mol­to gra­to per le paro­le di Dio. Quan­do ho ini­zia­to il mio minis­te­ro come pas­to­re in ques­ta chie­sa nel 2007, ho spe­ri­men­ta­to for­ti ven­ti con­tra­ri. C’er­ano cri­ti­che aper­te, ma anche attac­chi anoni­mi alla mia per­so­na, alle mie capa­ci­tà e al mio minis­te­ro. La ragio­ne per cui non mi sono lascia­to scorag­gia­re è sta­ta la paro­la di Dio. Dio mi ave­va chi­ama­to a ques­to com­pi­to in modo sopr­an­na­tu­ra­le e attra­ver­so una comu­ni­ca­zio­ne chia­ra. Ques­ta cer­tez­za mi ha sos­ten­uto. Il dis­cor­so di Dio è esis­ten­zia­le per la nos­t­ra vita. Quan­do LUI par­la, ti dà una sicu­rez­za inte­rio­re che è indi­pen­den­te dal­le opi­ni­oni degli altri. Quan­do Dio par­la, pos­sia­mo anda­re avan­ti con coraggio.

 

Possibili domande per i piccoli gruppi

Tes­to bibli­co: Gio­van­ni 10:1–5

  1. Quan­do è sta­ta l’ul­ti­ma vol­ta che hai sen­ti­to Dio parl­ar­ti o guid­ar­ti? Come l’hai percepito?
  2. Qua­li «voci» nella tua vita quo­ti­dia­na ti ren­do­no più dif­fi­ci­le ascol­ta­re la voce di Dio?
  3. Che ruo­lo han­no il silen­zio e il tem­po con Dio nella tua vita? Cosa ti aiu­ta a esse­re ricet­tivo interiormente?
  4. Attra­ver­so qua­li «cana­li» Dio ha par­la­to più spes­so nella tua vita fino­ra (Bibbia, pen­sie­ri, alt­re per­so­ne, ecc.)?
  5. C’è una situa­zio­ne in cui desi­de­ri par­ti­co­lar­men­te che Dio ti par­li o ti guidi?