Data: 2 agos­to 2026 | Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Gio­van­ni 21,3–11
Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Pie­tro ha tra­di­to Gesù, i dis­ce­po­li sono scap­p­a­ti, Gesù è mor­to. L’hanno sì rivis­to risor­to, ma in qual­che modo non c’è più. Ha anco­ra sen­so tut­to ques­to? Ras­seg­na­ti, i dis­ce­po­li rica­do­no nei loro vec­chi sche­mi com­por­ta­men­ta­li per ritro­va­re la pie­nez­za del­la vita. Sen­za suc­ces­so… poi arri­va Gesù.


Parte 1 – Ritorno alle vecchie abitudini di vita

«Simon Pie­tro dis­se loro: »Vado a pes­ca­re”. Gli ris­po­se­ro: “Venia­mo con te”. Usci­ro­no e sali­ro­no sul­la bar­ca, ma quella not­te non pre­se­ro nulla» (Gio­van­ni 21,3 LUT).

La vita di un tem­po. In Luca 5, Pie­tro ave­va già impa­ra­to insie­me ai suoi amici che, con le pro­prie for­ze, seguen­do le pro­prie vie, nell’oscurità del mon­do non si pes­ca nulla. Pie­tro pren­de l’iniziativa di imboc­ca­re la stra­da sba­glia­ta e gli altri lo seguo­no e bas­ta. Ma Gesù non li ha già incont­ra­ti due vol­te come Risor­to? Che sta succedendo?

È pro­prio quello che a vol­te potrem­mo chie­der­ci anche nella nos­t­ra vita. Sia­mo cris­tia­ni rina­ti. Dio abita nei nos­tri cuo­ri – ma dov’è la gioia, dov’è la vitto­ria, dov’è la for­za? Non dov­rem­mo for­se ripren­de­re l’iniziativa, assu­men­do­ci le nost­re responsa­bi­li­tà? Ma dov’è Cris­to in ques­to momento?

Ed è così che quel­li che dov­reb­be­ro pur sape­re che Gesù può fare qual­si­a­si cosa finis­co­no per tornare ras­seg­na­ti a fare quello che han­no semp­re fat­to: pes­ca­re da soli. Ma non è cam­bia­to nien­te. Con­ti­nu­a­no a non pren­de­re nulla.

È pro­prio così: di not­te non si pren­de nien­te. Nel mon­do – quel pos­to dove mol­ti cer­ca­no l’abbondanza attra­ver­so l’egoismo – non è cam­bia­to nulla. Gesù dice: «Sen­za di me non pote­te fare nulla». Sen­za di LUI non c’è abbondanza

Parte 2 – Gesù è qui, ci parla e ci fa delle domande 

«Ma quan­do fu già mat­ti­na, Gesù era sul­la riva, ma i dis­ce­po­li non sape­va­no che fos­se Gesù. Gesù dis­se loro: »Ragaz­zi, non ave­te nien­te da man­gia­re?”. Loro gli ris­po­se­ro: “No”» (Gio­van­ni 21,4–5 LUT).

 Al mat­ti­no – nella luce – Gesù è in riva al lago

Gesù è lì, nell’alba – dove sta sor­gen­do la luce – e non ha nulla a che fare con la not­te. Anche per noi deve arri­va­re il mat­ti­no, pri­ma che la vita cam­bi. Lui è sul­la riva – è lì – non è lon­ta­no. Ha già rag­giunto la meta. È dal Pad­re, pro­prio dove voglia­mo arri­va­re anche noi. Sta su ter­raf­er­ma, ment­re i dis­ce­po­li sono anco­ra sedu­ti sul­la bar­ca che ondeggia.

I dis­ce­po­li non rico­no­sco­no Gesù, anche se sta par­lan­do – Perché?

Per­ché non rico­no­sci Gesù? C’è luce, Gesù è a non più di 60 metri di distan­za e sta par­lan­do. Per­ché spes­so nem­meno noi rico­no­scia­mo Gesù?

Gesù dice: «Ragaz­zi, non ave­te nien­te da mangiare?»

Bam­bi­ni – par­la alle sue ama­te – ha un rap­por­to spe­cia­le con noi – è il nos­tro Sal­va­to­re amo­re­vo­le – come un pad­re – pie­no di cura.

Non ave­te nien­te da man­gia­re? – Lui cono­sce per­fett­amen­te le nost­re esi­gen­ze! Anche noi abbia­mo biso­g­no del pane e dell’acqua del­la vita. E li pos­sia­mo tro­va­re in Lui.

Rispon­do­no: no

I dis­ce­po­li rispon­do­no. Mol­te per­so­ne non rispon­do­no alla doman­da pre­mu­ro­sa di Gesù, oppu­re non sono sin­ce­re. I dis­ce­po­li inve­ce no: «No, sia­mo a cor­to di tut­to. Sti­amo malis­si­mo. Sia­mo in dif­fi­col­tà. Abbia­mo biso­g­no di aiuto».

Parte 3 – Ripasso della lezione di vita – Seguendo Gesù troviamo la pienezza?

«Ma lui dis­se loro: »Gett­a­te la rete a des­tra del­la bar­ca, e tro­verete qual­co­sa”. All­o­ra la get­ta­ro­no e non riusci­va­no più a tir­ar­la su per la quan­ti­tà di pesci» (Gio­van­ni 21,6 LUT).

Ma lui dis­se loro…: Cris­to ci dà indi­ca­zio­ni chia­re – anche oggi ci parla. 

Gett­a­te la rete a des­tra – così troverete…

«A des­tra» in gre­co signi­fi­ca – dexi­os meros – «acco­glie­te ques­to dal­la des­tra» – «acco­glie­te la par­te feli­ce». È come se Gesù qui dices­se ai dis­ce­po­li: «Pren­de­te pure il bene che ho pre­pa­ra­to per voi».

All­o­ra get­ta­ro­no le reti… e pre­se­ro una quan­ti­tà incre­di­bi­le di pesci

Quan­to dove­va­no esse­re dispe­ra­ti i dis­ce­po­li, se accet­ta­va­no il con­siglio di un qual­si­a­si pas­san­te. Dopo­tut­to, non ave­va­no rico­no­sci­uto Gesù. Erano pur semp­re pes­ca­to­ri esper­ti. E poi arri­va uno che la mat­ti­na, quan­do ormai non si pes­ca­va più nulla, gli dice: «Ehi, gett­a­te le reti dal­la par­te des­tra». Come se quei 4–5 metri faces­se­ro la dif­fe­ren­za. Ma il desi­de­rio del bene li spin­ge a obbed­ire allo sco­no­sci­uto. Ques­to desi­de­rio del bene vero, del frut­to dell’amore, li ripor­ta al Dio dell’amore.

«All­o­ra il dis­ce­po­lo che Gesù ama­va dis­se a Pie­tro: »È il Signo­re!”. Quan­do Simo­ne Pie­tro sen­tì che era il Signo­re, si mise la tuni­ca, per­ché era nudo, e si get­tò in acqua» (Gio­van­ni 21,7 LUT).

Gio­van­ni rico­no­sce subi­to il suo Signo­re nell’amore

Vie­ne pro­nun­cia­ta una paro­la, loro obbe­dis­co­no, pro­va­no una sen­sa­zio­ne di pie­nez­za. Ques­ta «mec­ca­ni­ca dell’amore» fa capi­re subi­to a Gio­van­ni che deve trat­tar­si di Cristo.

È così anche da noi? Da cosa si rico­no­sce Gesù? Si dice che anche l’Anticristo com­pirà seg­ni e mira­co­li. Gesù, però, si rico­no­sce dall’amore.

Simon Pie­tro lo sen­te indi­rett­amen­te – lui stes­so non è più in gra­do di rico­no­sce­re Cristo

A vol­te abbia­mo biso­g­no di fratel­li e sor­el­le che ci fac­cia­no vede­re il Signo­re. Che dica­no a me o a te: «Ehi, quello è il Signore».

Pie­tro era nudo e si sta­va all­ac­ci­an­do la tunica

Nella Bibbia la nudi­tà è un’immagine del­la col­pa; Pie­tro ha dimen­ti­ca­to la sua sal­vez­za, si è abban­do­na­to alla dispe­ra­zio­ne, ed è per ques­to che è tor­na­to alla sua vec­chia vita. Ora arri­va Gesù e mos­tra loro di nuo­vo chi è. All­o­ra Pie­tro si cin­ge di nuo­vo la cin­tura e si met­te il mantello.

Il dia­vo­lo cer­ca spes­so di accus­ar­ci, noi fig­li di Dio, per i nos­tri fal­li­men­ti. In quei momen­ti, dob­bia­mo, come Pie­tro, rive­s­tir­ci del man­tel­lo del per­do­no in Cris­to e del­la sua grazia.

E si tuf­fa in acqua

Get­tar­si in acqua (bal­lo – lan­ciar­si). Si affi­da di nuo­vo a Gesù.

Si tuf­fa in acqua – purificazione.

«Ma se con­fes­sia­mo i nos­tri pec­ca­ti, egli è fede­le e gius­to da per­donar­ci i pec­ca­ti e puri­fi­c­ar­ci da ogni ini­qui­tà» (1 Gio­van­ni 1,9 LUT).

Anche lui vuo­le tornare da Gesù il pri­ma pos­si­bi­le. Non aspet­ta che la bar­ca dei dis­ce­po­li attrac­chi di nuo­vo vici­no a Gesù. Ques­to è vero pen­ti­men­to – non solo rimor­so. Non si limi­ta a ren­der­si con­to di aver sba­gli­a­to, ma vuo­le tornare da Gesù.

Parte 4

«Gli altri dis­ce­po­li inve­ce arri­va­ro­no con la bar­ca, per­ché non erano lon­ta­ni dal­la riva, solo cir­ca due­cen­to cubi­ti, e tir­a­ro­no a riva la rete con i pesci» (Gio­van­ni 21,8 LUT).

È un para­do­s­so. Ora che Gesù si è rivela­to, la situa­zio­ne è cam­bia­ta com­ple­ta­men­te in un atti­mo. È mat­ti­na e c’è la luce. Non sono lon­ta­ni dal­la riva – al buio non se ne erano più accor­ti – e han­no le reti pie­ne di pesci.

Anche ai nos­tri gior­ni non sia­mo lon­ta­ni dal Rapi­men­to e dal Ritor­no di Cris­to – ma nell’oscurità dei nos­tri tem­pi e nei gro­vigli del­la nos­t­ra vita spes­so ce ne dimen­ti­chi­amo. Se guar­dia­mo a Cris­to, tut­to diven­ta chia­ro su tut­te le ques­tio­ni importan­ti. Dove dob­bia­mo anda­re, qual è la meta, dove tro­via­mo ciò di cui abbia­mo bisogno.

Parte 5

«Gesù dis­se loro: »Por­ta­te un po’ dei pesci che ave­te appe­na pes­ca­to!”. Simon Pie­tro sce­se dal­la bar­ca e tirò a riva la rete, pie­na di pesci gros­si, cen­to­cin­quan­tat­re. E nono­stan­te fos­se­ro così tan­ti, la rete non si strap­pò» (Gio­van­ni 21,10–11 LUT).

Por­ta un po’ di pesce…

Dob­bia­mo con­dur­re le per­so­ne a Gesù. Ques­to è il vero com­pi­to di Pie­tro e dei discepoli.

Pie­tro si tuf­fa in acqua per tira­re a riva i pesci

Non si può fare a meno di ent­ra­re in acqua. Sia­mo chi­ama­ti a vive­re in ques­to mon­do insie­me a Cris­to. Non pos­sia­mo sta­re sem­pli­ce­men­te sul­la riva ad aspet­ta­re che i pesci sal­ti­no fuo­ri dall’acqua.

Il pes­ce vie­ne por­tato a riva, le reti non si strap­pa­no, il suc­ces­so è assicurato

La pri­ma vol­ta c’era anco­ra tan­ta incer­tez­za. Ave­va­no pes­ca­to un nume­ro impre­cis­a­to di pesci, ent­ram­be le bar­che erano pie­ne, ma le reti ris­chia­va­no di str­ap­par­si e le bar­che di affondare.

Ques­ta vol­ta è tut­to diverso:

- Pie­tro entra in acqua con sicurezza.

- Por­ta i pesci a riva sen­za problemi

- Sono pesci grossi

- Ci sono 153 pesci

- Le reti non si strap­pa­no, nono­stan­te ci sia­no tan­ti pesci

- I pesci sono sta­ti con­ta­ti: 153 pesci di gros­sa taglia.

Con­side­ra­zio­ni finali:

  • A vol­te per­dia­mo di vis­ta Gesù e rica­dia­mo nel­le vec­chie abitudini
  • Ma Gesù è già qui, ci invi­ta a vive­re la nos­t­ra vita da dis­ce­po­li nel modo gius­to, seguen­do le sue indicazioni
  • All­o­ra rivi­v­re­mo ciò che Gesù ci ha già mostra­to in pas­sa­to: potre­mo con­dur­re le per­so­ne a Gesù
  • Ques­to, se sia­mo pron­ti ad anda­re tra la gen­te e a ren­de­re tes­ti­mo­ni­anza dell’opera di Cris­to. All­o­ra pren­de­re­mo pesci, tan­ti e gran­di, eppu­re le nost­re reti non si strapperanno.

 

Possibili domande per il piccolo gruppo

Leg­gi il bra­no del­la Bibbia: Gio­van­ni 21,3–11

  1. Per­ché i dis­ce­po­li rica­do­no nei loro vec­chi sche­mi com­por­ta­men­ta­li nono­stan­te abbia­no incont­ra­to il Risorto?
  2. Ti capi­ta mai di pro­va­re un sen­so di ras­segna­zio­ne nel tuo cammi­no di fede, di ave­re momen­ti in cui non rico­no­sci Gesù, anche se Lui è lì?
  3. Cosa si può fare in situa­zio­ni del gene­re? Cosa signi­fi­cher­eb­be per te «get­ta­re la rete dal­la par­te destra…»?
  4. Come affron­ti le accu­se del dia­vo­lo nella tua vita? Cosa signi­fi­cher­eb­be per te rimet­ter­ti la «ves­te» e cin­g­er­ti la cintura?
  5. Qua­li con­clu­sio­ni trai per te da ques­ta sto­ria sul­la pesca?