Terzo Avvento | Gesù sta arrivando

Data: 14 Dicembre 2025 Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Gia­co­mo 5:7–11
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Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Il peri­odo del­l’Av­ven­to ci ricorda l’im­mi­nen­te ritor­no di Gesù. San Gia­co­mo ci invi­ta alla pazi­en­za e alla vigi­lan­za: Dob­bia­mo lavora­re come agri­colt­ori e allo stes­so tem­po spe­r­a­re nel rac­col­to sicu­ro di Dio. La pazi­en­za si mani­fes­ta con la pazi­en­za ver­so le per­so­ne e la per­se­ver­an­za nel­le cir­cos­tan­ze dif­fi­ci­li. Giob­be e i pro­f­e­ti sono i nos­tri model­li. La com­pas­sio­ne di Dio ci sos­tiene e alla fine ci aspet­ta un’er­edi­tà imme­ri­ta­ta e glo­rio­sa, la vera beati­tu­di­ne di chi rima­ne fedele.


Mol­ti anni fa, una pic­co­la comu­ni­tà di Doz­wil, in Tur­go­via, a pochi chi­lo­me­tri da dove vivo, si aspet­ta­va l’ar­ri­vo di un UFO. Ques­ta astro­na­ve avreb­be dovu­to trasport­ar­li in un luo­go mera­vigli­oso in un mon­do miglio­re. La stam­pa ne ha par­la­to, i curio­si sono arri­va­ti, la ten­sio­ne è cre­sci­u­ta – e il gior­no annun­cia­to non è suc­ces­so nulla. La gran­de aspett­a­ti­va si spen­se. Per­ché? Per­ché era basa­ta su idee uma­ne, spe­cu­la­zio­ni e fal­se promesse.

Anche di recen­te si sono fat­te pre­vi­sio­ni azz­ar­da­te sul­le ulti­me cose del mon­do. Una pres­un­ta pro­fe­zia di ques­t’an­no pre­ve­de­va che Gesù avreb­be rapi­to i fede­li il 2324 settembre, segui­to da set­te anni di tri­bo­la­zio­ne e dal­la Secon­da Venu­ta nel 2032. Ques­te pre­vi­sio­ni han­no una cosa in comu­ne: sono più inquie­tan­ti che speranzose.

Il peri­odo del­l’Av­ven­to ci ricorda un’as­pett­a­ti­va com­ple­ta­men­te diver­sa: il ritor­no di Gesù. Ques­ta aspett­a­ti­va è sal­da­men­te anco­ra­ta nella Bibbia. Gia­co­mo la rias­su­me in una frase sem­pli­ce ma pesan­te: Gesù ver­rà pres­to. Non si trat­ta di spe­cu­la­zio­ni, ma di una pro­mes­sa di Dio.. Così come cele­bria­mo il Nata­le dopo l’Av­ven­to, Gesù ver­rà di nuo­vo, anche se nes­su­no sa quan­do. Cosa signi­fi­ca ques­to per la nos­t­ra vita di oggi?

L’imminente ritorno di Gesù

James scri­ve: «Anche tu devi esse­re pazi­en­te. E sia­te fidu­cio­si, per­ché la venu­ta del Signo­re è immi­nen­te!»(Gia­co­mo 5:8 NLB).

La seque­la di Gesù vive in ques­ta ten­sio­ne: aspet­ta­re pazi­en­te­men­te e allo stes­so tem­po aspet­tar­si che Gesù ven­ga in qual­si­a­si momen­to. I pri­mi cris­tia­ni vive­va­no con ques­ta aspett­a­ti­va. Sape­va­no che la sto­ria non si muo­ve­va in cer­chio, ma ver­so una meta: ver­so il Re che sareb­be tor­na­to per rimet­te­re a pos­to tut­to ciò che era anco­ra rotto.

Oggi sia­mo di fron­te a una ten­ta­zio­ne diver­sa. Ci pia­ce accon­tent­ar­ci del penul­ti­mo. Ques­to mon­do off­re mol­to di bel­lo, fami­lia­re e signi­fi­ca­tivo. Ma è pro­prio qui che sta il per­i­co­lo: per­dia­mo facilm­en­te la pro­s­pet­ti­va del­l’ul­ti­mo, del­l’a­zio­ne fina­le di Dio. Colo­ro che fan­no del­la penul­ti­ma l’ul­ti­ma fini­ran­no per per­de­re ent­ram­be le cose: l’at­ten­zio­ne per il ritor­no di Gesù e la gius­ta con­cen­tra­zio­ne per la vita nel presente.

James uti­liz­za quin­di un’im­ma­gi­ne trat­ta dal­la vita di tut­ti i gior­ni: «Cari fratel­li, sia­te pazi­en­ti ment­re aspett­a­te il ritor­no del Signo­re! Pen­sa­te ai con­ta­di­ni che aspet­ta­no con ansia la piog­gia in autun­no e in pri­ma­ve­ra. Aspet­ta­no pazi­en­te­men­te che il rac­col­to matu­ri…»(Gia­co­mo 5:7 NLB).

Nella fat­to­ria del­la mia inf­an­zia si pra­ti­ca­va l’ag­ri­col­tu­ra e la frut­ti­col­tu­ra. Seb­be­ne la rac­col­ta del­le mele avve­nis­se solo in autun­no, si lavo­r­a­va tut­to l’an­no: pota­tu­ra inver­na­le, rac­col­ta e bru­cia­tu­ra dei rami, pian­tu­ma­zio­ne di gio­va­ni albe­ri, rac­col­ta del­le mele in estate. Abbia­mo con­ti­nu­a­to a lavora­re per­ché sape­va­mo che il rac­col­to sta­va per arri­va­re e con esso la nos­t­ra paghet­ta per la fiera.

Così come vie­ne il rac­col­to del­le mele, Gesù ver­rà di nuo­vo. Ques­to non è sim­bo­li­co, non è poe­ti­co, ma rea­le. L’in­te­ro att­eg­gi­a­men­to del­la vita cris­tia­na dipen­de da ques­ta pro­s­pet­ti­va: Gesù sta per tornare. Ques­ta spe­ran­za ci impe­dis­ce di arren­der­ci e di cer­ca­re la nos­t­ra sal­vez­za in ques­to mondo.

C.S. Lewis lo dice in modo appro­pria­to: «Pro­prio per­ché ami­amo qual­cos’al­t­ro più di ques­to mon­do, ami­amo ques­to mon­do più di colo­ro che non cono­sco­no alt­ro.» Chi sa che ques­to mon­do è il penul­ti­mo può vive­re in modo più libe­ro, sere­no e responsabile.

Resistenza del paziente

Lavora­re nei frutte­ti richie­de­va pazi­en­za, sfor­zo e per­se­ver­an­za. Il tem­po che ci sepa­ra dal ritor­no di Gesù ci met­te alla pro­va in modo simi­le. Gia­co­mo lo chia­ris­ce usan­do una paro­la che vie­ne tra­dotta come «pazi­en­za» cin­que vol­te in pochi ver­si. In gre­co, però, ci sono due ter­mi­ni diver­si. Ent­ram­bi appar­ten­go­no alla stes­sa cate­go­ria, ent­ram­bi descri­vo­no una vita di attesa.

Makrothymía – la compassione verso le persone

Quat­tro vol­te Gia­co­mo chie­de Macrot­imia alla pazi­en­za. Si rife­ris­ce alla pazi­en­za con le per­so­ne: non arrab­biar­si trop­po in fret­ta, non ser­ba­re ran­co­re, non amar­eggi­ar­si. Ques­ta pazi­en­za rif­let­te la pazi­en­za di Dio con noi. Di Lui si dice: «Egli è «Len­to all’i­ra e gran­de nella miser­i­cor­dia» (Esodo 34:6, ecc.).

La coe­sis­ten­za ricon­ci­lia­ta tra i segu­aci di Gesù è un’an­ti­ci­pa­zio­ne del­la nuo­va crea­zio­ne. Ecco per­ché ques­to tema assu­me un’ur­gen­za par­ti­co­la­re in vis­ta del ritor­no di Gesù.: «Non adi­ra­te­vi gli uni con gli altri, cari fratel­li, o Dio vi giudi­cherà. Per­ché il giudi­ce è già alla por­ta!»(Gia­co­mo 5:9 NLB).

Quan­to velo­ce­men­te ci arrab­bia­mo l’u­no con l’al­t­ro, per paro­le, com­por­ta­men­ti, omis­sio­ni. Ci lamen­ti­amo inter­na­men­te o ester­na­men­te, par­lia­mo male l’u­no del­l’al­t­ro o ci riti­ria­mo. Ma San Pao­lo ci ricorda: «[…] Se dici che dov­reb­be­ro esse­re puni­ti, all­o­ra stai cond­ann­an­do te stes­so, per­ché stai facen­do esat­ta­men­te la stes­sa cosa quan­do li giudi­chi».»(Roma­ni 2:1 NLB).

Davi­de è un esem­pio impres­sio­n­an­te di lun­ga sop­por­ta­zio­ne. Saul lo inse­guì per anni con l’o­bi­et­tivo di ucci­der­lo. In segui­to, per­si­no suo figlio cer­cò di pri­var­lo del tro­no. Tut­ta­via, Davi­de lasciò la sua ven­det­ta a Dio: «Egli è il Dio che per­do­na colo­ro che mi augu­ra­no il male […]»(2 Samue­le 22:48 NLB).

Soffri­re a lungo non signi­fi­ca bana­liz­za­re le feri­te. Signi­fi­ca affi­dar­le a Dio. Per­ché solo Lui è per­fett­amen­te gius­to. Per­tan­to: «Sia­te inve­ce gen­ti­li e com­pas­sio­ne­vo­li gli uni ver­so gli altri e per­do­na­te­vi a vicen­da, pro­prio come Dio vi ha per­do­na­to per mez­zo di Cris­to».»(Efe­si­ni 4:32 NLB).

Ipomoē - Perseveranza nelle avversitàätrovare

Olt­re alla pazi­en­za con le per­so­ne, Gia­co­mo par­la di una secon­da for­ma di pazi­en­za: la per­se­ver­an­za nel­le cir­cos­tan­ze. Recen­te­men­te, una per­so­na mi ha det­to che non avreb­be più mes­so pie­de in una chie­sa per­ché era pro­fon­da­men­te delu­sa da Dio. La sof­fe­ren­za che ave­va­no sop­por­tato era dif­fi­ci­le da spie­ga­re a parole.

Gia­co­mo chia­ris­ce che per­se­ver­a­re nella sof­fe­ren­za è anche par­te del­la vita in attesa del ritor­no di Gesù. «Pren­dia­mo come esem­pio di sof­fe­ren­za e pazi­en­za i pro­f­e­ti che han­no par­la­to nel nome del Signo­re. Ecco, noi chi­ami­amo bea­ti colo­ro che han­no sop­por­tato. Ave­te sen­ti­to parl­a­re del­la pazi­en­za di Giob­be e ave­te vis­to a qua­le fine il Signo­re l’ha por­ta­ta, per­ché il Signo­re è miser­i­cor­dio­so e com­pas­sio­ne­vo­le.»(Gia­co­mo 5:10f NLB).

Ipo­moē signi­fi­ca «rima­ne­re sot­to qual­co­sa». È la for­za di non scappa­re, di non allon­tan­ar­si inte­rior­men­te, ma di aggr­ap­par­si a Dio nella sof­fe­ren­za, anche se non ne com­p­ren­dia­mo il significato.

Giob­be ne è un gran­de esem­pio. Per­se i suoi fig­li, i suoi beni e la sua salu­te. Non capi­va la sua sof­fe­ren­za. Si lamen­tò, pian­se e lot­tò con Dio. Ma non fug­gì. Rima­se. Ques­ta è la per­se­ver­an­za. Ipo­moē non vede subi­to la solu­zi­o­ne, ma con­fi­da nel fat­to che Dio alla fine ribal­terà la storia.

Ques­ta pro­s­pet­ti­va ci raf­for­za anche: «Per­ché le nost­re preoc­cu­p­a­zio­ni e dif­fi­col­tà attua­li sono solo mino­ri e di bre­ve dura­ta, ma pro­du­co­no in noi una glo­ria incom­men­su­ra­bilm­en­te gran­de che durerà per semp­re!»(2 Corin­zi 4:17 NLB).

E Gia­co­mo aggi­unge la frase decisi­va: «[…] per­ché è pie­no di com­pas­sio­ne e di miser­i­cor­dia».»(Gia­co­mo 5:11 NLB). L’a­mo­re di Dio per noi non si misu­ra in base a come sti­amo andan­do al momen­to. È indi­pen­den­te dal­la sof­fe­ren­za e dal­lo stress. Al con­tra­rio: Dio soff­re con noi. È pro­fon­da­men­te toc­ca­to dal nos­tro bisogno.

Congratulazioni per il buon finale

Dopo ques­to dop­pio invi­to alla pazi­en­za, Gia­co­mo trae una con­clu­sio­ne: «Per­ché con­side­ria­mo feli­ci (maká­ri­os) colo­ro che han­no per­se­ve­r­a­to nella sof­fe­ren­za […]»(Gia­co­mo 5:11 NLB).

Il ter­mi­ne maká­ri­os è una del­le paro­le più importan­ti del Nuo­vo Tes­ta­men­to, soprat­tut­to nel­le Beati­tu­di­ni (Matteo 5). Non descri­ve una feli­ci­tà super­fi­ci­a­le, ma la vera beati­tu­di­ne di chi sta alla pre­sen­za e alla pro­mes­sa di Dio, indi­pen­den­te­men­te dal suc­ces­so, dal­la sof­fe­ren­za o dal­le cir­cos­tan­ze. È la beati­tu­di­ne che nas­ce dal­la fidu­cia in Dio.

Maká­ri­os è la sod­dis­fa­zio­ne che si pro­va una vol­ta ter­mi­na­to il lavoro. Come in autun­no, quan­do un car­rel­lo com­ple­ta­men­te cari­co va dal frut­ti­ven­do­lo. Come il gior­no di paga dopo un lungo anno. O come il luna park che aspet­ta­vi da tan­to tempo.

Maká­ri­os è anche l’e­s­pe­ri­en­za di Giob­be alla fine del suo viag­gio. Dio gli resti­tuì visi­bilm­en­te il dop­pio dei suoi beni (14.000 peco­re, 6.000 cam­mel­li, 1.000 gioghi di buoi e 1.000 asi­ni) e altri set­te fig­li e tre fig­lie. E del­le fig­lie si dice: «In tut­to il pae­se non c’er­ano don­ne bel­le come le fig­lie di Giob­be. E il loro pad­re diede loro un’er­edi­tà come ai loro fratel­li»(Giob­be 42:15 NLB). Macários – Giob­be è sta­to for­t­u­na­to! È del tut­to stra­or­di­na­rio che Giob­be abbia dato alle sue fig­lie un’er­edi­tà. Non era la nor­ma in ques­ta cul­tu­ra. Giob­be lo fece di sua spon­ta­nea volon­tà. Quan­do Gesù tor­nerà, anche a noi spet­terà un’er­edi­tà stra­or­di­na­ria, imme­ri­ta­ta, per pura gra­zia. Sare­mo coere­di di Cris­to. Tut­to ciò che appar­tiene a Dio appar­terrà anche a noi (cfr. Luca 15:31).

Ques­to è anche il modo in cui ci tro­via­mo nel­l’Av­ven­to. Non aspet­ti­amo un UFO o dei cal­co­li uma­ni, ma il Signo­re del­la sto­ria. Vivia­mo con pazi­en­za con le per­so­ne, sop­por­ti­amo le cir­cos­tan­ze dif­fi­ci­li per­ché sap­pia­mo che Dio è fede­le. Gesù sta per tornare. Non for­se. Non sim­bo­li­ca­men­te. Ma per dav­vero. Maká­ri­os – Feli­ci colo­ro che han­no aspett­a­to con pazienza.

 

Possibili domande per i piccoli gruppi

Tes­to bibli­co: Gia­co­mo 5:7–11

  1. Aspett­an­do il ritor­no di Gesù: cosa signi­fi­ca per te per­so­nal­men­te il fat­to che il ritor­no di Gesù è «immi­nen­te» – un incorag­gi­a­men­to, una sfi­da o entrambi?
  2. Penul­ti­mo e ulti­mo: dove ti ren­di con­to che a vol­te ti con­cen­tri trop­po sul «penul­ti­mo»? In che modo con­cen­trar­ti sull» »ulti­mo» ti aiu­ta a rior­ga­niz­za­re le tue priorità?
  3. Makro­thymía – pazi­en­za con le per­so­ne: In qua­li situa­zio­ni hai dif­fi­col­tà a esse­re pazi­en­te con le per­so­ne? Cosa ti aiu­ta a non dimen­ti­ca­re la pazi­en­za di Dio con te stesso?
  4. Hypo­monē – Per­se­ver­an­za nel­le cir­cos­tan­ze: Ci sono situa­zio­ni di stress o situa­zio­ni irrisol­te in cui hai biso­g­no di per­se­ver­an­za? Come può il grup­po pre­ga­re per gli altri in ques­te situazioni?
  5. La spe­ran­za del­l’er­edi­tà di Dio: in che modo la pro­mes­sa di esse­re coere­di di Cris­to ti raf­for­za? Che impatto ha ques­ta spe­ran­za per il futu­ro sul­la tua vita quotidiana?