Le abitudini di Gesù | In cammino a piedi
Serie: Semplice. Tranquillo. Presente. | Testo biblico: Luca 25,13–35
Gesù camminava tantissimo – ed era proprio lungo il cammino che creava spazio per gli incontri con le persone e con Dio. La storia di Emmaus mostra sei passi che possono plasmare anche la nostra vita spirituale: camminare, conversare, leggere la Bibbia, incontrare Dio, cambiare il cuore e ricevere una missione. Chi rallenta consapevolmente e lascia spazio a Dio, può sperimentare come Gesù cammina al suo fianco, trasforma il cuore e regala nuove prospettive per la vita di tutti i giorni.
Quando pensiamo alle abitudini di Gesù, ci vengono in mente tante cose: pregare, leggere le Scritture, celebrare il sabato, vivere in modo semplice, servire, digiunare. C’è però un’abitudine di Gesù che spesso viene trascurata: Gesù andava in giro a piedi.
I Vangeli raccontano di innumerevoli percorsi. Gesù attraversa la Galilea. Va di villaggio in villaggio. Cammina tra i campi di grano. Sale sulle montagne per pregare. Si mette in cammino verso Gerusalemme. Molti dei suoi sermoni, delle sue conversazioni e dei suoi incontri non avvengono in edifici, ma lungo il cammino. Forse non è una coincidenza.
Un’antica storia di saggezza racconta di alcuni viaggiatori che, dopo una lunga marcia, si fermarono all’improvviso. Non volevano più andare avanti. Quando gli chiesero perché si fossero seduti, risposero: «Dobbiamo aspettare che le nostre anime ci raggiungano.»
Viviamo in un’epoca in cui spesso corriamo più veloci della nostra anima. Ci affrettiamo da un appuntamento all’altro. Il nostro cellulare ci porta notizie da tutto il mondo direttamente in tasca. Arriviamo ovunque… ma a volte non riusciamo più a ritrovare noi stessi. E a volte nemmeno Dio.
Questa primavera mi è successa una cosa che me lo ha ricordato. Ho camminato per tante ore, all’aperto, immerso nella meravigliosa creazione di Dio. All’inizio i miei pensieri erano ancora pieni di impegni, scadenze e riflessioni. Ma più camminavo, più mi sentivo tranquillo dentro. L’inquietudine interiore si è placata. Era come se il cuore, i pensieri e l’anima si fossero ritrovati. Ed è proprio in questa quiete che ho riscoperto Gesù.
Ho vissuto un’esperienza simile già tre anni fa in Canada. Anche lì, percorrere lunghi tragitti a piedi mi è stato di grande aiuto per sentire la vicinanza di Dio. Non perché camminare di per sé sia qualcosa di speciale. Ma perché camminare crea spazio. Spazio per riflettere. Spazio per pregare. Spazio per ascoltare. Spazio per Dio.
Forse è proprio questo uno dei motivi per cui Gesù andava così spesso a piedi. Ed è proprio di questo che parla la storia dei discepoli di Emmaus.
Due persone percorrono un cammino. Lungo il loro percorso possiamo riconoscere sei tappe che sono importanti anche per la nostra vita spirituale.
Camminare – Dio incontra le persone lungo il cammino
«Quello stesso giorno, due discepoli di Gesù stavano andando verso Emmaus, un villaggio che si trovava a circa undici chilometri da Gerusalemme» (Luca 24,13 NLB).
La storia inizia in modo sorprendentemente poco spettacolare. Due persone camminano lungo un sentiero. Non sono sedute in un tempio. Non stanno celebrando una funzione religiosa. Non stanno compiendo alcun rito religioso. Se ne vanno. Ed è proprio lì che inizia l’opera di Dio.
La Bibbia è piena di persone che camminano con Dio. Abramo è in cammino. Giacobbe è in cammino. Mosè è in cammino. Elia è in cammino. I discepoli sono in cammino. Paolo è in cammino. Dio incontra spesso le persone lungo il loro cammino.
Forse anche alcuni di voi lo conoscono. I primi minuti di una passeggiata sono spesso ancora pieni di pensieri e distrazioni. Ma a un certo punto tutto diventa più tranquillo. I pensieri si ordinano. L’anima trova pace. La probabilità che questo accada lungo un percorso di undici chilometri è piuttosto alta. È proprio quello che mi è successo questa primavera. È stato solo dopo qualche chilometro che si è instaurata quella profonda tranquillità. Ed è proprio lì che ho sentito in modo particolare la presenza di Dio. Forse a volte dobbiamo davvero rallentare un po’, per poter vivere pienamente il momento presente.
Dialogo – Dio ascolta prima di parlare
«Lungo la strada hanno parlato di tutto quello che era successo» (V.14 NLB). I due uomini si portano dietro domande pesanti. Le loro speranze sono andate in frantumi. Credevano che Gesù avrebbe liberato Israele. Ora invece è stato crocifisso. Non capiscono cosa sia successo. Per questo ne parlano tra di loro.
È interessante vedere cosa fa Gesù. Si avvicina e chiede: «’Di cosa state parlando?’, chiese Gesù. ‘Cosa vi preoccupa così tanto?’ Allora si fermarono, pieni di tristezza» (V.17 NLB). Anche se sa già tutto, la lascia parlare. Lui ascolta.
Spesso Dio si comporta così anche con noi. Non ci costringe a dare risposte immediate. Ci invita a esprimere ciò che ci sta a cuore. A volte è proprio mentre camminiamo che questo riesce particolarmente bene. Una passeggiata di preghiera può diventare un’occasione per aprire il nostro cuore. Gli raccontiamo le nostre preoccupazioni, le nostre delusioni, le nostre domande e la nostra gioia.
Dio ascolta prima di parlare. Il modo più importante in cui Dio si esprime è il silenzio o – si potrebbe anche dire – l’ascolto. Corriamo il rischio di non arrivare mai al punto in cui riusciamo a sentire la voce di Dio, perché non riusciamo a sopportare il Suo silenzio. E camminare aiuta a sopportare meglio questa tensione.
Lettura della Bibbia – La Parola di Dio ci aiuta a interpretare la nostra storia
«E partì da Mosè e dai profeti, spiegando loro tutto ciò che era scritto su di lui nelle Scritture» (V.27 NLB).
A questo punto Gesù inizia a parlare. Ma non parte da un miracolo. Parte dalla Bibbia e, così facendo, li aiuta a cambiare prospettiva. Perché fino a quel momento gli uomini avevano visto tutto attraverso la lente della loro delusione. Ora Gesù li aiuta a vedere gli eventi attraverso la lente della Parola di Dio. È questa la differenza fondamentale.
Tutti noi diamo un senso alla nostra vita. La domanda è: con cosa? Con i nostri sentimenti? Con le notizie? Con le nostre esperienze? O con la Parola di Dio?
I discepoli di Emmaus imparano che non sono le circostanze a spiegare la Bibbia, ma è la Bibbia a spiegare le circostanze. Ecco perché leggere la Bibbia e riflettere sulla Parola di Dio sono tra le abitudini spirituali più importanti in assoluto.
L’incontro con Dio – Gesù è più vicino di quanto pensi
«E mentre parlavano e si facevano domande a vicenda, ecco che Gesù stesso si avvicinò e camminò con loro» (V.15 LUT).
La cosa incredibile è che: mentre parlano, Gesù è già lì. Mentre dubitano, Gesù è già lì. Mentre sono tristi, Gesù è già lì. Solo che non lo riconosci. Non è forse spesso anche la nostra esperienza?
Ci chiediamo: dov’è Dio? Perché tace? Perché non lo vedo? E forse è più vicino di quanto pensiamo.
Il messaggio principale di questa storia è: non sono i discepoli a trovare Gesù. «Allora Gesù stesso si avvicinò e camminò con loro.» Il Signore risorto va incontro a loro. Li cerca. Li accompagna. Cammina al loro fianco. E lo fa ancora oggi.
Il cambiamento del cuore – Quando Gesù tocca il nostro intimo
«Si dissero l’un l’altro: ‘Non ci si è forse scaldato il cuore in modo strano mentre camminava con noi e ci spiegava le Scritture?’» (V.32 NLB).
La cosa degna di nota è che, a prima vista, le circostanze esterne non sono affatto cambiate. Il passato rimane lo stesso. La crocifissione non è stata annullata. Le difficoltà non sono scomparse. Ma il suo cuore è cambiato. La delusione si trasforma in speranza. La confusione si trasforma in chiarezza. La tristezza si trasforma in gioia. Spesso questa è la prima opera di Dio. Lui cambia prima di tutto il nostro cuore.
Forse conosciamo momenti del genere: un versetto della Bibbia ci colpisce improvvisamente in modo nuovo. Una preghiera acquista profondità. Un incontro con Dio ci dona pace. Non è la situazione a essere diversa. Siamo noi a essere diversi. Ed è proprio questo che vivono i discepoli di Emmaus.
Trasmissione – Chi incontra Gesù, va avanti in modo diverso
«E subito si misero in cammino e tornarono a Gerusalemme, dove si erano radunati gli undici discepoli e quelli che erano con loro» (V.33 NLB).
In realtà volevano lasciarsi Gerusalemme alle spalle. Erano delusi. Scoraggiati. Senza prospettive. Eppure ora fanno marcia indietro. Proprio quella stessa sera. Tornano indietro a piedi per tutto il tragitto. Perché?
Perché un incontro con Gesù non passa mai inosservato. Chi incontra Gesù trova una nuova direzione. Chi scappava diventa testimone. Chi era scoraggiato diventa messaggero. Chi ascoltava diventa inviato.
Lo scopo degli esercizi spirituali non è quindi mai l’esercizio in sé. Non è il camminare. Non è il pellegrinaggio. Non è la passeggiata. Nemmeno la tranquillità. L’obiettivo è sempre l’incontro con Gesù Cristo.
E questo incontro ci riporta alla nostra vita quotidiana, alle nostre famiglie, ai nostri posti di lavoro e alle persone che Dio ci ha affidato.
La storia di Emmaus descrive un percorso:
- Andare a piedi.
- Conversazione.
- Lettura della Bibbia.
- L’incontro con Dio.
- Un cambiamento nel cuore.
- Trasmissione.
Forse è proprio questo un invito anche per noi. Non tutti faranno un pellegrinaggio a Santiago. Non tutti cammineranno per ore tra le montagne. Ma ognuno di noi può ritagliarsi dei momenti in cui il cuore, i pensieri e l’anima ritrovano la pace. Momenti in cui camminiamo insieme a Gesù. Magari durante una passeggiata. Magari su una stradina di campagna. Magari nel bosco. Magari semplicemente all’aperto, nella creazione di Dio.
Perché a volte dobbiamo rallentare, così che la nostra anima possa seguirci. E forse allora – come i discepoli di Emmaus – diremo con stupore: «Non ci si è forse scaldato stranamente il cuore quando ci ha parlato mentre eravamo in viaggio […]» (V.32 NLB).
Possibili domande per il piccolo gruppo
Leggi il brano della Bibbia: Luca 24,13–35
- In quali momenti della tua giornata hai la sensazione che la tua vita corra più veloce della tua anima? Cosa potrebbe aiutarti a rallentare consapevolmente e a fare spazio a Dio?
- I discepoli di Emmaus incontrarono Gesù lungo la strada. Quali esperienze hai già vissuto in cui Dio ti è sembrato particolarmente vicino al di fuori di una funzione religiosa – per esempio mentre facevi una passeggiata, un’escursione o nella vita di tutti i giorni?
- Gesù ha prima ascoltato i discepoli di Emmaus, prima di rivolgersi a loro. Come potresti creare più spazio per il silenzio e l’ascolto nel tuo tempo personale con Dio?
- Quale dei sei passi (camminare, conversare, leggere la Bibbia, incontrare Dio, cambiare il cuore o essere inviati) ti colpisce di più in questo momento – e perché?
- Quale passo concreto vorresti compiere la prossima settimana per trascorrere consapevolmente del tempo con Gesù? Come potete incoraggiarvi a vicenda nel vostro piccolo gruppo?

