Le abitudini di Gesù | In cammino a piedi

Data: 5 lug­lio 2026 | Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Luca 25,13–35
Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Gesù cammi­na­va tan­tis­si­mo – ed era pro­prio lungo il cammi­no che cre­ava spa­zio per gli incon­tri con le per­so­ne e con Dio. La sto­ria di Emma­us mos­tra sei pas­si che posso­no plas­ma­re anche la nos­t­ra vita spi­ri­tua­le: cammi­na­re, con­ver­sa­re, leg­ge­re la Bibbia, incon­tra­re Dio, cam­bia­re il cuo­re e rice­ve­re una mis­sio­ne. Chi ral­len­ta con­s­ape­vol­men­te e lascia spa­zio a Dio, può spe­ri­men­ta­re come Gesù cammi­na al suo fian­co, tras­for­ma il cuo­re e rega­la nuo­ve pro­s­pet­ti­ve per la vita di tut­ti i giorni.


Quan­do pen­sia­mo alle abi­tu­di­ni di Gesù, ci ven­go­no in men­te tan­te cose: pre­ga­re, leg­ge­re le Scrit­tu­re, cele­bra­re il saba­to, vive­re in modo sem­pli­ce, ser­vi­re, digi­una­re. C’è però un’abitudine di Gesù che spes­so vie­ne tras­cu­ra­ta: Gesù anda­va in giro a piedi.

I Van­ge­li rac­con­ta­no di innu­me­re­vo­li per­cor­si. Gesù attra­ver­sa la Gali­lea. Va di villag­gio in villag­gio. Cammi­na tra i cam­pi di gra­no. Sale sul­le mon­tagne per pre­ga­re. Si met­te in cammi­no ver­so Geru­sa­lem­me. Mol­ti dei suoi ser­mo­ni, del­le sue con­ver­sa­zio­ni e dei suoi incon­tri non avven­go­no in edi­fi­ci, ma lungo il cammi­no. For­se non è una coincidenza.

Un’antica sto­ria di sag­gez­za rac­con­ta di alcu­ni viag­gia­to­ri che, dopo una lun­ga mar­cia, si fer­ma­ro­no all’improvviso. Non vole­va­no più anda­re avan­ti. Quan­do gli chie­se­ro per­ché si fos­se­ro sedu­ti, ris­po­se­ro: «Dob­bia­mo aspet­ta­re che le nost­re ani­me ci rag­gi­unga­no.»

Vivia­mo in un’epoca in cui spes­so cor­ria­mo più velo­ci del­la nos­t­ra ani­ma. Ci affret­ti­amo da un app­un­ta­men­to all’altro. Il nos­tro cel­lu­la­re ci por­ta noti­zie da tut­to il mon­do dirett­amen­te in tas­ca. Arri­via­mo ovun­que… ma a vol­te non riuscia­mo più a ritro­va­re noi stes­si. E a vol­te nem­meno Dio.

Ques­ta pri­ma­ve­ra mi è suc­ces­sa una cosa che me lo ha ricorda­to. Ho cammi­na­to per tan­te ore, all’aperto, immer­so nella mera­vigli­osa crea­zio­ne di Dio. All’inizio i miei pen­sie­ri erano anco­ra pie­ni di impeg­ni, sca­den­ze e rifles­sio­ni. Ma più cammi­na­vo, più mi sen­tivo tran­quil­lo den­tro. L’inquietudine inte­rio­re si è pla­ca­ta. Era come se il cuo­re, i pen­sie­ri e l’anima si fos­se­ro ritro­va­ti. Ed è pro­prio in ques­ta quie­te che ho risco­per­to Gesù.

Ho vis­suto un’e­s­pe­ri­en­za simi­le già tre anni fa in Cana­da. Anche lì, per­cor­re­re lunghi tra­git­ti a pie­di mi è sta­to di gran­de aiuto per sen­ti­re la vicinan­za di Dio. Non per­ché cammi­na­re di per sé sia qual­co­sa di spe­cia­le. Ma per­ché cammi­na­re crea spa­zio. Spa­zio per rif­let­te­re. Spa­zio per pre­ga­re. Spa­zio per ascol­ta­re. Spa­zio per Dio. 

For­se è pro­prio ques­to uno dei moti­vi per cui Gesù anda­va così spes­so a pie­di. Ed è pro­prio di ques­to che par­la la sto­ria dei dis­ce­po­li di Emmaus.

Due per­so­ne per­cor­ro­no un cammi­no. Lungo il loro per­cor­so pos­sia­mo rico­no­sce­re sei tap­pe che sono importan­ti anche per la nos­t­ra vita spirituale.

Camminare – Dio incontra le persone lungo il cammino

«Quello stes­so gior­no, due dis­ce­po­li di Gesù sta­va­no andan­do ver­so Emma­us, un villag­gio che si tro­va­va a cir­ca undi­ci chi­lo­me­tri da Geru­sa­lem­me» (Luca 24,13 NLB).

La sto­ria ini­zia in modo sor­pren­den­te­men­te poco spet­ta­co­la­re. Due per­so­ne cammi­nano lungo un sen­tie­ro. Non sono sedu­te in un tem­pio. Non stan­no cele­bran­do una fun­zio­ne reli­gio­sa. Non stan­no com­pi­en­do alcun rito reli­gio­so. Se ne van­no. Ed è pro­prio lì che ini­zia l’opera di Dio.

La Bibbia è pie­na di per­so­ne che cammi­nano con Dio. Abra­mo è in cammi­no. Gia­cob­be è in cammi­no. Mosè è in cammi­no. Elia è in cammi­no. I dis­ce­po­li sono in cammi­no. Pao­lo è in cammi­no. Dio incon­tra spes­so le per­so­ne lungo il loro cammi­no.

For­se anche alcu­ni di voi lo cono­sco­no. I pri­mi minu­ti di una pas­seg­gia­ta sono spes­so anco­ra pie­ni di pen­sie­ri e dis­tra­zio­ni. Ma a un cer­to pun­to tut­to diven­ta più tran­quil­lo. I pen­sie­ri si ordi­nano. L’anima tro­va pace. La pro­ba­bi­li­tà che ques­to acca­da lungo un per­cor­so di undi­ci chi­lo­me­tri è piut­tosto alta. È pro­prio quello che mi è suc­ces­so ques­ta pri­ma­ve­ra. È sta­to solo dopo qual­che chi­lo­me­tro che si è instau­ra­ta quella pro­fon­da tran­quil­li­tà. Ed è pro­prio lì che ho sen­ti­to in modo par­ti­co­la­re la pre­sen­za di Dio. For­se a vol­te dob­bia­mo dav­vero ral­len­ta­re un po’, per poter vive­re pie­na­men­te il momen­to presente.

Dialogo – Dio ascolta prima di parlare

«Lungo la stra­da han­no par­la­to di tut­to quello che era suc­ces­so» (V.14 NLB). I due uomi­ni si porta­no die­tro doman­de pesan­ti. Le loro spe­ran­ze sono anda­te in fran­tu­mi. Cre­de­va­no che Gesù avreb­be libera­to Israe­le. Ora inve­ce è sta­to cro­ci­fis­so. Non capis­co­no cosa sia suc­ces­so. Per ques­to ne par­la­no tra di loro.

È inter­es­san­te vede­re cosa fa Gesù. Si avvici­na e chie­de: «’Di cosa sta­te par­lan­do?’, chie­se Gesù. ‘Cosa vi preoc­cu­pa così tan­to?’ All­o­ra si fer­ma­ro­no, pie­ni di tris­tez­za» (V.17 NLB). Anche se sa già tut­to, la lascia parl­a­re. Lui ascolta.

Spes­so Dio si com­por­ta così anche con noi. Non ci costrin­ge a dare ris­pos­te imme­dia­te. Ci invi­ta a espri­me­re ciò che ci sta a cuo­re. A vol­te è pro­prio ment­re cammi­nia­mo che ques­to rie­s­ce par­ti­co­lar­men­te bene. Una pas­seg­gia­ta di preg­hie­ra può diven­ta­re un’occasione per apri­re il nos­tro cuo­re. Gli rac­con­ti­amo le nost­re preoc­cu­p­a­zio­ni, le nost­re delu­sio­ni, le nost­re doman­de e la nos­t­ra gioia.

Dio ascol­ta pri­ma di parl­a­re. Il modo più importan­te in cui Dio si esprime è il silen­zio o – si potreb­be anche dire – l’ascolto. Cor­ria­mo il rischio di non arri­va­re mai al pun­to in cui riuscia­mo a sen­ti­re la voce di Dio, per­ché non riuscia­mo a sop­port­are il Suo silen­zio. E cammi­na­re aiu­ta a sop­port­are meglio ques­ta tensione.

Lettura della Bibbia – La Parola di Dio ci aiuta a interpretare la nostra storia

«E par­tì da Mosè e dai pro­f­e­ti, spie­gan­do loro tut­to ciò che era scritto su di lui nel­le Scrit­tu­re» (V.27 NLB).

A ques­to pun­to Gesù ini­zia a parl­a­re. Ma non par­te da un mira­co­lo. Par­te dal­la Bibbia e, così facen­do, li aiu­ta a cam­bia­re pro­s­pet­ti­va. Per­ché fino a quel momen­to gli uomi­ni ave­va­no vis­to tut­to attra­ver­so la len­te del­la loro delu­sio­ne. Ora Gesù li aiu­ta a vede­re gli even­ti attra­ver­so la len­te del­la Paro­la di Dio. È ques­ta la dif­fe­ren­za fondamentale.

Tut­ti noi dia­mo un sen­so alla nos­t­ra vita. La doman­da è: con cosa? Con i nos­tri sen­ti­men­ti? Con le noti­zie? Con le nost­re espe­ri­en­ze? O con la Paro­la di Dio?

I dis­ce­po­li di Emma­us impa­ra­no che non sono le cir­cos­tan­ze a spie­ga­re la Bibbia, ma è la Bibbia a spie­ga­re le cir­cos­tan­ze. Ecco per­ché leg­ge­re la Bibbia e rif­let­te­re sul­la Paro­la di Dio sono tra le abi­tu­di­ni spi­ri­tua­li più importan­ti in asso­lu­to.

L’incontro con Dio – Gesù è più vicino di quanto pensi

«E ment­re par­la­va­no e si face­va­no doman­de a vicen­da, ecco che Gesù stes­so si avvicinò e camminò con loro» (V.15 LUT).

La cosa incre­di­bi­le è che: ment­re par­la­no, Gesù è già lì. Ment­re dubi­ta­no, Gesù è già lì. Ment­re sono tris­ti, Gesù è già lì. Solo che non lo rico­no­sci. Non è for­se spes­so anche la nos­t­ra esperienza?

Ci chie­dia­mo: dov’è Dio? Per­ché tace? Per­ché non lo vedo? E for­se è più vici­no di quan­to pensiamo.

Il mess­ag­gio prin­ci­pa­le di ques­ta sto­ria è: non sono i dis­ce­po­li a tro­va­re Gesù. «All­o­ra Gesù stes­so si avvicinò e camminò con loro.» Il Signo­re risor­to va incon­tro a loro. Li cer­ca. Li accom­pa­gna. Cammi­na al loro fian­co. E lo fa anco­ra oggi.

Il cambiamento del cuore – Quando Gesù tocca il nostro intimo

«Si dis­se­ro l’un l’altro: ‘Non ci si è for­se scal­d­a­to il cuo­re in modo stra­no ment­re cammi­na­va con noi e ci spie­ga­va le Scrit­tu­re?’» (V.32 NLB).

La cosa degna di nota è che, a pri­ma vis­ta, le cir­cos­tan­ze ester­ne non sono affat­to cam­bia­te. Il pas­sa­to rima­ne lo stes­so. La cro­ci­fis­sio­ne non è sta­ta annulla­ta. Le dif­fi­col­tà non sono scom­par­se. Ma il suo cuo­re è cam­bia­to. La delu­sio­ne si tras­for­ma in spe­ran­za. La con­fu­sio­ne si tras­for­ma in chia­rez­za. La tris­tez­za si tras­for­ma in gioia. Spes­so ques­ta è la pri­ma ope­ra di Dio. Lui cam­bia pri­ma di tut­to il nos­tro cuore.

For­se cono­scia­mo momen­ti del gene­re: un ver­set­to del­la Bibbia ci col­pis­ce improv­vi­sa­men­te in modo nuo­vo. Una preg­hie­ra acquis­ta pro­fon­di­tà. Un incon­tro con Dio ci dona pace. Non è la situa­zio­ne a esse­re diver­sa. Sia­mo noi a esse­re diver­si. Ed è pro­prio ques­to che vivo­no i dis­ce­po­li di Emmaus.

Trasmissione – Chi incontra Gesù, va avanti in modo diverso

«E subi­to si mise­ro in cammi­no e torn­aro­no a Geru­sa­lem­me, dove si erano rad­una­ti gli undi­ci dis­ce­po­li e quel­li che erano con loro» (V.33 NLB).

In real­tà vole­va­no lasciar­si Geru­sa­lem­me alle spal­le. Erano delu­si. Scorag­gia­ti. Sen­za pro­s­pet­ti­ve. Eppu­re ora fan­no mar­cia indie­tro. Pro­prio quella stes­sa sera. Torn­a­no indie­tro a pie­di per tut­to il tra­git­to. Perché?

Per­ché un incon­tro con Gesù non pas­sa mai inos­ser­va­to. Chi incon­tra Gesù tro­va una nuo­va dire­zio­ne. Chi scap­pa­va diven­ta tes­ti­mo­ne. Chi era scorag­gi­a­to diven­ta mess­ag­ge­ro. Chi ascol­ta­va diven­ta inviato.

Lo sco­po degli eser­ci­zi spi­ri­tua­li non è quin­di mai l’esercizio in sé. Non è il cammi­na­re. Non è il pel­le­gri­n­ag­gio. Non è la pas­seg­gia­ta. Nem­meno la tran­quil­li­tà. L’o­bi­et­tivo è semp­re l’in­con­tro con Gesù Cristo.

E ques­to incon­tro ci ripor­ta alla nos­t­ra vita quo­ti­dia­na, alle nost­re fami­g­lie, ai nos­tri pos­ti di lavoro e alle per­so­ne che Dio ci ha affidato.

 

La sto­ria di Emma­us descri­ve un percorso:

  • Anda­re a piedi.
  • Con­ver­sa­zio­ne.
  • Let­tu­ra del­la Bibbia.
  • L’in­con­tro con Dio.
  • Un cam­bia­men­to nel cuore.
  • Tras­mis­sio­ne.

For­se è pro­prio ques­to un invi­to anche per noi. Non tut­ti faran­no un pel­le­gri­n­ag­gio a Sant­ia­go. Non tut­ti cammi­ner­an­no per ore tra le mon­tagne. Ma ognu­no di noi può rita­gli­ar­si dei momen­ti in cui il cuo­re, i pen­sie­ri e l’anima ritro­va­no la pace. Momen­ti in cui cammi­nia­mo insie­me a Gesù. Maga­ri duran­te una pas­seg­gia­ta. Maga­ri su una stra­di­na di cam­pa­gna. Maga­ri nel bosco. Maga­ri sem­pli­ce­men­te all’aperto, nella crea­zio­ne di Dio.

Per­ché a vol­te dob­bia­mo ral­len­ta­re, così che la nos­t­ra ani­ma pos­sa seguir­ci. E for­se all­o­ra – come i dis­ce­po­li di Emma­us – dire­mo con stu­po­re: «Non ci si è for­se scal­d­a­to stra­na­men­te il cuo­re quan­do ci ha par­la­to ment­re erava­mo in viag­gio […]» (V.32 NLB).

 

Possibili domande per il piccolo gruppo

Leg­gi il bra­no del­la Bibbia: Luca 24,13–35

  1. In qua­li momen­ti del­la tua gior­na­ta hai la sen­sa­zio­ne che la tua vita cor­ra più velo­ce del­la tua ani­ma? Cosa potreb­be aiut­ar­ti a ral­len­ta­re con­s­ape­vol­men­te e a fare spa­zio a Dio?
  2. I dis­ce­po­li di Emma­us incon­tra­ro­no Gesù lungo la stra­da. Qua­li espe­ri­en­ze hai già vis­suto in cui Dio ti è sem­bra­to par­ti­co­lar­men­te vici­no al di fuo­ri di una fun­zio­ne reli­gio­sa – per esem­pio ment­re face­vi una pas­seg­gia­ta, un’escursione o nella vita di tut­ti i giorni?
  3. Gesù ha pri­ma ascolt­a­to i dis­ce­po­li di Emma­us, pri­ma di rivol­ger­si a loro. Come potres­ti crea­re più spa­zio per il silen­zio e l’ascolto nel tuo tem­po per­so­na­le con Dio?
  4. Qua­le dei sei pas­si (cammi­na­re, con­ver­sa­re, leg­ge­re la Bibbia, incon­tra­re Dio, cam­bia­re il cuo­re o esse­re invia­ti) ti col­pis­ce di più in ques­to momen­to – e perché?
  5. Qua­le pas­so con­cre­to vor­res­ti com­pie­re la prossi­ma set­ti­ma­na per tras­cor­re­re con­s­ape­vol­men­te del tem­po con Gesù? Come pote­te incorag­gi­ar­vi a vicen­da nel vos­tro pic­co­lo gruppo?