Motto annuale 2026 – Dio fa nuove tutte le cose

Data: 28 Dicembre 2025 Pre­di­ca­to­re:
Serie: | Tes­to bibli­co: Apo­ca­lis­se 21:5
Sug­ge­ri­men­to: Ques­to ser­mo­ne è sta­to tra­dot­to auto­ma­ti­ca­men­te. Si pre­ga di nota­re che non pos­sia­mo accet­ta­re alcu­na responsa­bi­li­tà per l’ac­cu­ra­tez­za del contenuto.

Dio cre­erà un nuo­vo cie­lo e una nuo­va ter­ra. Non ci saran­no né dolo­re né sof­fe­ren­za, ma solo gioia e pace incom­pren­si­bi­li. Dio spe­ri­men­terà la sua pre­sen­za per­fetta e reg­nerà nella giu­s­ti­zia. Ques­ta è la nos­t­ra gran­de spe­ran­za se ci sot­to­mett­i­amo alla volon­tà di Dio.


È pas­sa­to mol­to tem­po dal­l’ul­ti­ma vol­ta che sono sta­to in gra­do di sta­re qui a tene­re un ser­mo­ne. Non per­ché l’ul­ti­mo ser­mo­ne sia sta­to così abis­sal­men­te brut­to che non mi è sta­to chies­to di tornare, for­t­u­na­ta­men­te, ma per­ché ero mala­to quan­do avrei dovu­to tene­re il mio ulti­mo ser­mo­ne. Quan­do dico che ero mala­to, inten­do dav­vero, dav­vero mala­to. Odio dir­lo, ma cre­do di aver avu­to una vera e pro­pria influ­en­za maschi­le. Sono sta­to a let­to per diver­si gior­ni con la febb­re, non ho avu­to voce per olt­re una set­ti­ma­na e non sono rius­ci­to a dorm­ire per diver­si gior­ni a cau­sa del­la tos­se. Così mi sono sdrai­ato nel mio let­to e ho pre­ga­to quello che un buon cris­tia­no pre­ga. In pri­mo luo­go, ovvia­men­te, «Signo­re, ti pre­go, gua­ri­sci­mi da ques­ta brut­ta malat­tia». E quan­do non ha fun­zio­na­to: «Signo­re, hai det­to che sares­ti tor­na­to pres­to. Ora sareb­be dav­vero un buon momen­to per far­lo». Qual­che set­ti­ma­na dopo, ho avu­to un alt­ro momen­to simi­le. Mat­thi­as mi ha chies­to ques­to ser­mo­ne e mi ha det­to con entus­i­as­mo che sareb­be sta­ta una gran­de oppor­tu­ni­tà per pre­di­ca­re un ser­mo­ne sul mot­to annua­le. Dio dice: «Ecco, io fac­cio nuo­ve tut­te le cose». (Apo­ca­lis­se 21:5). È un ver­set­to bel­lis­si­mo e incorag­gi­an­te e io ho accett­a­to con altrett­an­to entus­i­as­mo. E poi mi sono improv­vi­sa­men­te reso con­to che quel ver­set­to si tro­va nel­l’A­po­ca­lis­se. Non ho alcun pro­ble­ma con il libro del­l’A­po­ca­lis­se, ma pre­di­ca­re su di esso? Sono dav­vero dif­fi­den­te. Quan­do sei qui davan­ti, hai una cer­ta responsa­bi­li­tà e il libro del­l’A­po­ca­lis­se con­tiene una o due piet­re d’in­ci­am­po. Per­ciò ave­vo due opzio­ni per il ser­mo­ne di oggi: o ti pre­pa­ra­vo un vero e pro­prio ser­mo­ne di ben­es­se­re, in cui pote­vi ascol­ta­re e rilass­ar­ti con la pan­cia anco­ra pie­na per il Nata­le, oppu­re sal­ta­vo la mia ombra e mi tuf­fa­vo con te nella pie­nez­za che ques­to ver­set­to ha da offri­re se lo guar­di più da vici­no nel con­tes­to bibli­co gene­ra­le. Ho deciso di opt­a­re per ques­t’ul­ti­ma solu­zi­o­ne per­ché pos­so indign­ar­mi mol­to quan­do i ver­set­ti ven­go­no strap­p­a­ti dal loro contesto. 

Cosa non c’entra questo versetto

Ecco per­ché ini­zia­mo con il «rior­di­no». Inn­an­zi­tutto, il ver­set­to che si leg­ge ovun­que come mot­to annua­le e che vie­ne stam­pa­to su pos­ter, taz­ze e altri pro­dot­ti non è pre­sen­te in nessuna tra­du­zi­o­ne del­la Bibbia. Nella tra­du­zi­o­ne del­la Bibbia del­la Nuo­va Vita pos­sia­mo leg­ge­re: «E colui che sede­va sul tro­no dis­se: «Sì, sto facen­do ogni cosa nuo­va! E poi mi dis­se: «Scri­vi, per­ché ciò che ti dico è affi­da­bile e vero!» (Apo­ca­lis­se 21:5 NLB). Quin­di, per pri­ma cosa, nessuna tra­du­zi­o­ne dice «Dio par­la», ma «Colui che sie­de sul tro­no». Inolt­re, la secon­da par­te del ver­set­to è omes­sa in ogni caso. Natur­al­men­te, sono d’ac­cordo che «Colui che sie­de sul tro­no» si rife­ris­ce a Dio. Ma nel con­tes­to del ver­set­to, tro­vo che l’en­fa­si su Dio come colui che sie­de sul tro­no e regna sia un’­ac­cen­tua­zio­ne importan­te. La secon­da par­te del ver­set­to, che vie­ne omes­sa, ci mos­tra anche quan­to ques­ta affer­ma­zio­ne sia importan­te per Gio­van­ni e per tut­te le gene­ra­zio­ni dopo di lui, cioè per noi. Appro­fon­dirò ques­ti pun­ti in segui­to. Tor­nia­mo quin­di alla ver­sio­ne ridot­ta del mot­to annua­le. Se inse­ri­sci sem­pli­ce­men­te «mot­to annua­le 2026» in Goog­le, l’in­tel­li­gen­za arti­fi­ci­a­le di Goog­le ti pro­po­ne ques­ta ver­sio­ne abbre­via­ta e modi­fi­ca­ta del ver­set­to di Apo­ca­lis­se 21:5, insie­me alle paro­le «Ques­to ver­set­to del­la Bibbia è sino­ni­mo di spe­ran­za, rin­no­va­men­to e nuo­vi ini­zi e ci ricorda che anche in tem­pi dif­fi­ci­li, Dio può gua­ri­re ciò che è sta­to dis­trut­to e crea­re qual­co­sa di nuo­vo, un mess­ag­gio di fidu­cia per l’an­no a veni­re». Ques­ta affer­ma­zio­ne non è affat­to sba­glia­ta. Ma cre­do che sia solo una mez­za veri­tà. Logi­ca­men­te, ques­ta è la pri­ma cosa che vie­ne in men­te quan­do si leg­ge il mot­to del 2026 ed è sta­to one­s­ta­men­te il mio pri­mo pen­sie­ro: che ver­set­to incorag­gi­an­te. Quan­do sono nei guai, sto viven­do un dolo­re e del­le dif­fi­col­tà, Dio cono­sce una via d’u­s­ci­ta. Può tras­for­ma­re le tom­be in giar­di­ni. Mi pia­ce­reb­be mol­to fare un ser­mo­ne su ques­ta spe­ran­za oggi, ma non sareb­be suf­fi­ci­en­te. Pen­so anche che un ser­mo­ne di ques­to tipo potreb­be tras­met­te­re in modo sub­li­mi­na­le una veri­tà. Vor­rei parl­a­re di ques­ta veri­tà, per­ché sono con­vin­to che ciò che cre­dia­mo influ­en­zi le nost­re azio­ni. Per ques­to motivo, è essen­zia­le sma­scher­a­re le bugie che si sono insi­nua­te. In nes­sun luo­go, anzi in nes­sun pun­to del­la nar­ra­zio­ne bibli­ca, si tro­va la pro­mes­sa che attra­ver­so Cris­to sare­mo sal­va­ti da tut­te le avver­si­tà su ques­ta ter­ra. Per quan­to tu pos­sa cammi­na­re a stret­to con­tat­to con Dio, la per­di­ta, il dolo­re e le dif­fi­col­tà faran­no par­te del­la tua vita ter­re­na e anche se Dio è semp­re vici­no a te, a vol­te ti sem­bre­rà che sia distan­te e silen­zio­so. Sì, Dio può far nas­ce­re cose mera­vigli­ose da situa­zio­ni dispe­ra­te. Può tras­for­ma­re il leta­me in fer­ti­liz­zan­te. Ma solo per­ché lo seguia­mo, le nost­re vite non saran­no tut­te zuc­che­ro fila­to e coni di cioc­co­la­to. Pen­so che mol­te per­so­ne qui poss­a­no esse­re d’ac­cordo con ques­to. Ques­ta idea sba­glia­ta sem­bra innocua. Come mol­te alt­re mez­ze veri­tà, sem­bra offri­re mol­te cose buo­ne ed è pro­prio ques­to che la ren­de per­i­co­losa. Per pri­ma cosa, fa crol­la­re la nos­t­ra fede se le cose non van­no bene. Se le situa­zio­ni non cam­bia­no e non ries­co a sen­ti­re Dio che mi por­ta avan­ti. D’al­tra par­te, è l’es­pres­sio­ne di un com­pro­mes­so che fac­cia­mo. Cono­sco fin trop­po bene ques­to com­pro­mes­so. Ques­to com­pro­mes­so ini­zia con un pic­co­lo dub­bio: e se non fos­si del tut­to 100% a pos­to con la mia fede e l’e­ter­ni­tà non mi stesse aspett­an­do dopo tut­to? Nel­l’im­pro­ba­bi­le even­tua­li­tà che ques­to sia il caso, devo in qual­che modo garan­ti­re a me stes­so abbastan­za da far sì che ne val­ga la pena adesso. Quin­di vivia­mo in una fede che par­la di come Dio ope­ra nella mia vita, mi por­ta avan­ti e per­met­te alla gioia di cre­sce­re dal dolo­re. La vita eter­na è sem­pli­ce­men­te la cilie­gi­na sul­la tor­ta. Ma il pun­to è che è il con­tra­rio. Il mot­to per il 2026 riguar­da la crea­zio­ne da par­te di Dio di un nuo­vo cie­lo e di una nuo­va ter­ra, come si leg­ge in Apo­ca­lis­se 21:1: «Poi vidi un nuo­vo cie­lo e una nuo­va ter­ra, per­ché il vec­chio cie­lo e la vec­chia ter­ra erano scom­par­si. E anche il mare non c’era più.» (Apo­ca­lis­se 21:1 NLB). A pro­po­si­to, per nuo­vo cie­lo si inten­de quello blu sopra di noi, dove le nuvo­le pen­do­no e gli uccel­li vola­no, non un nuo­vo luo­go sepa­ra­to dove vive Dio. Ques­ta spe­ran­za fina­le di una nuo­va crea­zio­ne è il cuo­re del­la nos­t­ra spe­ran­za! Il fat­to che pos­sia­mo spe­ri­men­ta­re l’al­ba del nuo­vo reg­no di Dio e il suo reg­no in ques­to mon­do è solo la cilie­gi­na sul­la tor­ta. Non frain­ten­der­mi. Non voglio smi­nui­re l’ope­ra di Dio e i suoi mira­co­li in mez­zo a noi, ma voglio che tu per­ce­pis­ca il fat­to che ques­to è solo un diver­ti­men­to, un pic­co­lo ass­ag­gio di ciò che ci aspet­ta. Vor­rei illus­tra­re come un dub­bio così pic­co­lo pos­sa influ­en­za­re il tuo inte­ro com­por­ta­men­to con una pic­co­la sto­ria di quan­do ero ani­ma­to­re. Ment­re lavo­ra­vo come ani­ma­to­re prin­ci­pa­le a Schinz­nach, un alt­ro grup­po di gio­va­ni ven­ne a pas­sa­re la not­te nei nos­tri loca­li. Poi­ché ques­to non dove­va rima­ne­re impu­ni­to, uno dei nos­tri responsa­bi­li si pre­sen­tò nel cuo­re del­la not­te con una vec­chia uni­for­me da poli­ziot­to e spie­gò che ora avreb­be dovu­to sve­glia­re tut­ti i bam­bi­ni, get­ta­re i mate­r­as­si­ni e i sac­chi a pelo in un muc­chio e rima­ne­re sve­glio con i bam­bi­ni per tut­ta la not­te. Poi­ché si trat­ta­va di un edi­fi­cio indus­tria­le, era vieta­to pas­sar­vi la not­te. Natur­al­men­te, i lea­der sos­pet­ta­va­no for­te­men­te che si trat­tasse di uno scher­zo, ma non erano 100% sicu­ri che non si trat­tasse di un vero poli­ziot­to. Così fece­ro dav­vero tut­to come ave­va­no det­to. Quan­to fer­ma­men­te cre­dia­mo o dubiti­amo che Dio alla fine cre­erà un nuo­vo cie­lo e una nuo­va ter­ra così glo­rio­si da super­a­re ogni nos­tro pen­sie­ro, si rif­let­te nella nos­t­ra volon­tà in ques­ta vita di pren­de­re sen­za com­pro­mes­si la nos­t­ra cro­ce, rin­ne­ga­re noi stes­si e rico­no­sce­re il reg­no di Dio.

La nuova creazione

Ques­ta nuo­va crea­zio­ne è men­zio­na­ta in vari pun­ti del­la Bibbia. Nel ter­zo capi­to­lo del­la sua secon­da let­te­ra, Pie­tro scri­ve del gior­no del Signo­re, dei nuo­vi cie­li e del­la nuo­va ter­ra. Ci ricorda con urgen­za ques­ta pro­mes­sa e ci ammo­nis­ce ad atten­de­re con vigi­lan­za e trepida­zio­ne ques­ta prossi­ma crea­zio­ne. Il ver­set­to 13 dice «Ma aspet­ti­amo i nuo­vi cie­li e la nuo­va ter­ra che Egli ha pro­mes­so. Lì reg­nerà la giu­s­ti­zia di Dio.» (2 Pie­tro 3:13 NLB). Anche gli ulti­mi due capi­to­li del libro di Isa­ia par­la­no del­la nuo­va crea­zio­ne. Nel capi­to­lo 65, ver­set­ti 17–19, leg­gi­a­mo: «Ecco, io sto cre­an­do un nuo­vo cie­lo e una nuo­va ter­ra – nes­su­no ricor­derà il pas­sa­to, nes­su­no lo pren­derà a cuo­re. Piut­tosto, ralle­gra­te­vi; ralle­gra­te­vi per semp­re di ciò che io rea­liz­zerò: Per­ché tras­for­merò Geru­sa­lem­me in un luo­go di feli­ci­tà e i suoi abitan­ti in una fon­te di gioia. Io stes­so mi ralle­grerò a Geru­sa­lem­me e mi ralle­grerò per il mio popo­lo, e non si sen­tirà più il suo­no del pian­to e del lut­to»..» (Isa­ia 65:17–19 NLB). Oppu­re in Apo­ca­lis­se 21, leg­go i ver­set­ti 1–4, quel­li che pre­ce­do­no il mot­to del­l’an­no: «Poi vidi un nuo­vo cie­lo e una nuo­va ter­ra, per­ché il vec­chio cie­lo e la vec­chia ter­ra erano scom­par­si. E anche il mare era scomparso.E vidi la cit­tà san­ta, la nuo­va Geru­sa­lem­me, che scen­de­va dal cie­lo da Dio come una bel­la spo­sa ador­na­ta per il suo sposo.Udii una voce for­te che chi­ama­va dal tro­no: «Ecco, la dimo­ra di Dio è ora pres­so gli uomi­ni! Egli abiterà con loro ed essi saran­no il suo popo­lo e Dio stes­so sarà con loro. Egli asciug­herà tut­te le loro lacrime e non ci sarà più mor­te, né lut­to, né pian­to, né dolo­re. Per­ché il pri­mo mon­do con tut­te le sue cala­mi­tà è pas­sa­to per semp­re.» » (Apo­ca­lis­se 21:1–4 NLB). Ci sono tre importan­ti idee fon­da­men­ta­li nel­le nar­ra­zio­ni bibli­che su ques­ta crea­zio­ne a veni­re. In pri­mo luo­go, si trat­ta di un luo­go di gioia inim­ma­gi­na­bi­le dove non ci saran­no né dolo­re né tris­tez­za. In secon­do luo­go, in ques­to luo­go ved­re­mo Dio fac­cia a fac­cia. Ques­to è già di per sé stra­or­di­na­rio, se con­side­ria­mo che nel­l’An­ti­co Tes­ta­men­to è scritto chia­ra­men­te che il vol­to di Dio è così glo­rio­so che chi­unque lo veda deve mor­i­re. Imma­gi­no che sareb­be incre­di­bi­le spe­ri­men­ta­re la per­fetta pre­sen­za di Dio. In ter­zo luo­go, Dio reg­nerà in ques­ta nuo­va crea­zio­ne e così la sua giu­s­ti­zia. Al con­tra­rio, ques­to signi­fi­ca anche che in ques­to luo­go non c’è pos­to per le per­so­ne che non vogli­o­no ent­ra­re in rela­zio­ne con Dio, né per quel­le che rifi­uta­no di sot­to­met­ter­si alla sua volon­tà. C.S. Lewis scri­ve nel libro «Il Gran­de Divor­zio»: «In defi­ni­ti­va, ci sono solo due tipi di per­so­ne: quel­le che dico­no a Dio: «Sia fat­ta la tua volon­tà», e quel­le a cui Dio dice alla fine: «Sia fat­ta la tua volon­tà» ». La decis­io­ne spet­ta solo a noi. Gesù ha suda­to san­gue e acqua pri­ma del­la sua mor­te e ha pro­nun­cia­to ques­te paro­le dal pro­fon­do del suo cuo­re: «Sia fat­ta la tua volon­tà» e ques­to gli è cos­t­a­to tut­to. Preg­hi­amo ques­te paro­le con tan­ta faci­li­tà nel Pad­re Nos­tro e pur­trop­po spes­so non ci ren­dia­mo con­to del­le con­se­guen­ze se le inten­dia­mo dav­vero. Può cos­t­ar­ci tut­to in ques­ta vita, dav­vero tut­to. Ma se cre­dia­mo dav­vero nella pro­mes­sa che attra­ver­so di essa spe­ri­men­te­remo la nuo­va crea­zio­ne, tut­te le sof­fe­ren­ze e i dolo­ri, tut­ta la nos­t­ra vita ter­re­na è solo un sof­fio in confronto. 

Prova il nuovo regno oggi stesso

La cosa mera­vigli­osa di ques­ta nuo­va crea­zio­ne è che ques­to nuo­vo reg­no è già ini­zia­to attra­ver­so Gesù. Gra­zie a lui, pos­sia­mo già oggi spe­ri­men­ta­re un ass­ag­gio di ques­ta crea­zio­ne che ver­rà. In pre­ce­den­za ho men­zio­na­to tre ele­men­ti fon­da­men­ta­li del­la nuo­va crea­zio­ne. Gioia e pace in abbond­an­za, la per­fetta pre­sen­za di Dio e il gius­to reg­no di Dio. Ovun­que si dia spa­zio allo Spi­ri­to San­to, si può spe­ri­men­ta­re la pre­sen­za di Dio. Quan­do le per­so­ne par­la­no da un cuo­re sin­ce­ro e poi vivo­no «Dio, sia fat­ta la tua volon­tà!», spe­ri­men­ti­amo il reg­no di Dio. Quan­do ques­te due cose si unis­co­no, Dio dona la sua pace sopr­an­na­tu­ra­le e una gioia che non pos­sia­mo espri­me­re a paro­le. Lì spe­ri­men­ti­amo il glo­rio­so reg­no di Dio. Ma anco­ra una vol­ta, la meta ver­so la qua­le vivia­mo è la crea­zio­ne futu­ra. È ques­to «Dio dice: «Fac­cio nuo­ve tut­te le cose» » che è la nos­t­ra gran­de spe­ran­za. Spe­ri­men­ta­re il suo reg­no oggi è la cilie­gi­na sul­la tor­ta ed è meri­to del­la pura gra­zia di Dio.

 

Possibili domande per il piccolo gruppo

Leg­gi­a­mo insie­me il capi­to­lo 21 dell’Apocalisse

  1. Qua­li sen­ti­men­ti sca­te­na in te il capi­to­lo? Si trat­ta di pura gioia, spe­ran­za e fidu­cia o anche di incer­tez­za e paura?
  2. In qua­li ambi­ti del­la tua vita è arri­va­to il momen­to di pre­ga­re in modo più con­s­ape­vo­le e sin­ce­ro «Dio, sia fat­ta la tua volon­tà» e poi agi­re di conseguenza?
  3. Come puoi fare più spa­zio allo spi­ri­to di Dio nella tua vita quo­ti­dia­na nel­l’an­no successivo?
  4. Mol­te situa­zio­ni stres­san­ti sono dif­fi­ci­li da sop­port­are per­ché sei sopra­ffat­to dal­la dispe­ra­zio­ne e da un sen­ti­men­to di man­can­za di spe­ran­za. Pre­ga­te insie­me affin­ché Dio cam­bi la vos­tra pro­s­pet­ti­va e possia­te guar­da­re a ques­te situa­zio­ni da una pro­s­pet­ti­va eterna.